Uccise la fidanzata a Milano: 18 anni di reclusione per Gianluca Maggioncalda

Gianluca Maggioncalda, 43enne strangolò Sonia Trimboli nel suo appartamento nel centro di Milano: è stato condannato dal gup Anna Magelli a 18 anni di reclusione.

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18 anni di carcere. Questa la pena che dovrà scontare Gianluca Maggioncalda, 43enne che, lo scorso ottobre uccise la fidanzata, Sonia Trimboli, strangolandola nel suo appartamento nel centro di Milano, in via della Commenda.

Giancarla Serafini, il pubblico ministero, aveva chiesto la condanna dell’uomo, processato con rito abbreviato, a 30 anni di carcere.

E’ stato riconosciuto inoltre un risarcimento da 200mila euro per il padre della vittima e da 25mila euro per il fratello, parti civili nel processo.

Il gup incaricato del caso relativo a Gianluca Maggioncalda, ha riconosciuto le attenuanti generiche e l’aggravante della minorata difesa.

E’ stata esclusa invece l’aggravante dei motivi abietti e futili e non è stato riconosciuto il vizio parziale di mente. Oltre all’omicidio, Gianluca Maggioncalda è stato condannato anche per le accuse di minacce e lesioni in relazione a una precedente aggressione subita dalla donna ad agosto.

Gianluca Maggioncalda aveva ucciso la compagna, sua coetanea, durante una lite scatenata dalla gelosia, strangolandola con del nastro per pacchi.

Gianluca Maggioncalda era uscito di casa e, nelle ore successive, aveva chiamato il padre chiedendo di controllare se la donna stesse bene.

Dopo la scoperta del cadavere da parte del genitore, Maggioncalda era stato rintracciato dalla polizia in piazza Sant’Ambrogio.

Interrogato dagli agenti, l’uomo aveva confessato il delitto.

Il suo difensore, l’avvocato Luigi Rossi ha affermato:

“Avevamo chiesto un approfondimento delle sue condizioni psichiche e anche il riconoscimento dell’attenuante del risarcimento del danno, perché abbiamo offerto alle parti civili una somma di 220mila euro”.

Il gup ha riconosciuto le attenuanti generiche e l’aggravante della minorata difesa. E’ stata esclusa invece l’aggravante dei motivi abietti e futili e non è stato riconosciuto il vizio parziale di mente.