Pur essendo poco diffuso, il tumore al polmone a piccole cellule, lo stesso che ha colpito Emma Bonino, interessa ogni anno 6mila persone.
Il tumore al polmone a piccole cellule, forma meno diffusa delle tipologie di cancro che intaccano questo organo, è molto aggressivo e, purtroppo, lascia poche speranze di vita. Negli ultimi tempi, la medicina ha fatto passi da gigante, ma la diagnosi tardiva resta uno scoglio da superare.
Tumore al polmone a piccole cellule: cos’è, cause e sintomi
Chiamato anche microcitoma polmonare, il tumore al polmone a piccole cellule è lo stesso che ha colpito Emma Bonino. Pur essendo la forma meno diffusa di cancro ai polmoni, è la più aggressiva. Come suggerisce il nome, questa malattia si sviluppa in “piccole” cellule nei grossi bronchi e, purtroppo, si caratterizza per una crescita molto rapida e una tendenza a formare metastasi in altre parti del corpo.
Nella fase iniziale, il tumore interessa un solo lato del torace, poi si diffonde nell’altro lato e oltre. Il 90% dei pazienti colpiti è o è stato un accanito fumatore. Anche il fumo passivo è un fattore di rischio, così come il gas radon e l’esposizione a elementi cancerogeni come l’amianto, allo smog e alle polveri sottili.
Purtroppo, nella maggior parte dei casi, quando viene diagnosticato il microcitoma polmonare è già in fase avanzata. Questo perché i sintomi possono tranquillamente essere confusi con altri disturbi più comuni e molto meno gravi. Parliamo, infatti, di: tosse persistente, affaticamento e difficoltà respiratorie.
Diagnosi, cura e aspettative di vita
Anche se negli ultimi anni la medicina ha fatto passi da gigante migliorando le cure, il tumore al polmone a piccole cellule lascia poche speranze di vita. Secondo le stime, solo il 10% dei pazienti vive 5 anni dopo la diagnosi.
Generalmente, la malattia viene individuata con una Tomografia Computerizzata a basso dosaggio, ma in alcuni casi si può usare anche la radiografia tradizionale. Se preso in fase iniziale, il microcitoma polmonare può essere operato, mentre negli altri casi si può procedere solo con la terapia farmacologica, che potrebbe essere associata alla radioterapia.
