La tragedia sconosciuta: il programma di sterilizzazione in India

Tredici donne sono morte dopo essere state sterilizzate in India e altre sessanta sono ricoverate dopo essere state sottoposte a un’operazione chirurgica per un programma di sterilizzazione di massa voluto dal governo

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La polizia dell’India ha arrestato il chirurgo che sabato ha sterilizzato più di 80 donne causando la morte di 13 di loro ed il ricovero per complicazioni per decine di altre.

R.K. Gupta è stato arrestato mercoledì sera per essere interrogatorio e sarà portato nel pomeriggio davanti a un tribunale di Chhattisgarh, nel centro dell’India, spiega la polizia del distretto di Bilaspur.

Più di 80 donne erano state sottoposte l’8 novembre a un intervento in laparoscopia per chiudere le tube. Alcune di loro si sono sentite male poche ore dopo: otto sono morte e 64 sono state ricoverate.

Gli interventi di sterilizzazione sono organizzati regolarmente in India all’interno di un programma nazionale di controllo delle nascite. Dalle prime notizie trapelate pare che alla base della morte delle donne ci sarebbe l’uso di strumenti chirurgici infetti. È stato inviato da New Delhi un team di medici specializzati.

L’India ha 1,2 miliardi di abitanti e un tasso di fecondità di 2,4 figli per donna. Nel 2025 avrà superato la Cina come nazione con il maggior numero di abitanti.

Nel 2012 in India sono state eseguite circa 4,6 milioni di sterilizzazioni femminili e circa 110mila maschili. Sono il 37 per cento delle sterilizzazioni di tutto il mondo.

Le donne che si sottopongono alla sterilizzazione ricevono 1.400 rupie (circa 20 euro). Altre volte alle volontarie viene offerta un’automobile o un elettrodomestico.

Secondo lo statuto di Roma, che regola la Corte penale internazionale, la sterilizzazione forzata sistematica è un crimine contro l’umanità.