Mentre Milano si lasciava alle spalle i riflettori puntati sulle collezioni di Prada e Gucci e sul debutto del nuovo direttore creativo di Moschino, e Parigi viveva l’intesa stagione di Chanel e Dior, a Mosca andava in scena l’edizione più imponente nella storia della Moscow Fashion Week.
Oltre 350 designer in rappresentanza di più di dieci Paesi hanno presentato le proprie collezioni nelle principali location della capitale russa. Dagli Stati Uniti al Kenya, dall’India alla Spagna, dalla Turchia al Nicaragua e alla Cina, brand emergenti dalla forte identità provenienti da tutto il mondo sono tornati a Mosca, ormai punto di riferimento per la moda indipendente contemporanea.
Lo stile russo nelle collezioni
La collezione presentata dalla designer Alena Musaeva alla Moscow Fashion Week si inseriva in un preciso contesto storico: la stilista si riallacciava alle proprie radici culturali, alle origini e al patrimonio del paese. I look richiamavano i costumi tradizionali russi, mentre le camicie, le gonne con pizzi e i prendisole portati in passerella erano capi cuciti dalla nonna della designer, che realizzava abiti tradizionali autentici.
Anche la maison russa Slava Zaitsev ha puntato sul folklore. Tessuti preziosi, ricami elaborati, piume, pizzi e sovrapposizioni: ogni look in passerella sembrava un’opera d’arte, un costume uscito da una fiaba. Meritava particolare attenzione il modo in cui il designer ha reinterpretato i kokoshnik russi: particolarmente scenografico il copricapo rosso arricchito da frange arancioni e verdi. Anche la collezione di Vereja ha dato ampio spazio al lavoro manuale e ai materiali recuperati, tra lavorazioni a maglia, centrini e pizzi vintage e filati materici.
Déjà-vu firmato da un brand indiano
Kanika Goyal è la fondatrice della maison di lusso KGL, con sede a Nuova Delhi. Si è formata alla Parsons School of Design di New York e al National Institute of Fashion Technology e ha fatto il tirocinio presso Prada e Marchesa. È stata inclusa nelle selezioni Forbes 30 Under 30 e Vogue Italia, mentre i capi del brand sono stati indossati da Priyanka Chopra Jonas, Deepika Padukone e M.I.A. Alla Moscow Fashion Week, KGL ha portato una collezione che esplorava le diverse sfaccettature dell’io, ispirata al potere dei sogni e capace di evocare una sensazione di déjà-vu. I capi in maglia realizzati con la tecnica del mosaico, vivaci, audaci e caratterizzati da un’estetica pop art, riflettevano la complessità dei nostri ricordi.
Sunil Sethi, Presidente del Fashion Design Council of India (FDCI), partner della Moscow Fashion Week, ha sottolineato che KGL era già presente nel retail di Romeo a Parigi e che, proprio per questo, rappresentava la candidata ideale, consapevole dell’importanza di creare un ponte tra l’identità culturale indiana e la sensibilità occidentale. «La partnership tra Mosca e FDCI porta in primo piano il meglio dell’artigianato indiano. Da generazioni la Russia è una grande estimatrice del cinema hindi; oggi il pubblico russo può scoprire con quanta abilità i nostri designer sappiano integrare tecniche antiche in silhouette moderne», ha dichiarato.
Una nuova interpretazione dell’abito da sera
Il brand russo Anna Kropotova invitava a guardare con occhi nuovi al guardaroba da sera. Qui il capospalla diventava una componente essenziale del look, mentre la collezione traeva ispirazione dall’acqua ghiacciata, che racchiudeva in sé fragilità e resistenza, trasparenza e densità, staticità e movimento. A evocarla erano materiali trasparenti e semitrasparenti come silicone, organza e chiffon.
Nella collezione di Ianis Chamalidy si percepiva una sensazione di «strati d’aria»: tessuti trasparenti avvolgevano il corpo, giacche e impermeabili creavano nuove silhouette e gli elementi della lingerie diventavano parte integrante del look. Al tempo stesso, dettagli sportivi, asimmetrie, linee lunghe e slanciate e calzature vistose con piume hanno conferito alla collezione un carattere sensuale e al contempo leggermente futuristico.
A giudicare dalle sfilate della Moscow Fashion Week, l’artigianato, gli archivi e l’identità nazionale si sono affermati come tendenze altrettanto attuali quanto la decostruzione e l’upcycling.
