Tinto Brass sposa Caterina Varzi a 84 anni: “Mi aiuterà con l’eutanasia!”

Tinto Brass, in un’intevista a Il Corriere della Sera, ha raccontato che sposerà Caterina Varzi, la donna che lo ha fatto rinascere dopo l’ictus del 2010.

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Il regista Tinto Brass, nel corso di una particolare intervista concessa a Il Corriere della Sera, ha raccontato di come intenda sposare, il prossimo 3 agosto 2017, Caterina Varzi, ex avvocato e psicanalista di 56 anni. Brass ha 84 anni e ha rivelato di come la donna lo abbia salvato dopo l’ictus che lo ha colpito nel 2010: “Mi ha riportato alla vita e alla memoria quando ero finito e pensavo di buttarmi giù dalla finestra dell’ospedale”.

Tinto Brass
FONTE FOTO: twitter.com/Infofatti

Tinto Brass: “Se necessario Caterina mi aiuterà a praticare l’eutanasia!”

Brass ha specificato cosa accadrà se le sue condizioni di salute dovessero aggravarsi in maniera seria: “Quando io non sarò più in grado di badare a me stesso Caterina sceglierà per me la cosa giusta. Le consegno la chiave della mia vita, sicuro che lei la girerà al momento giusto. Eutanasia? Sì, voglio essere libero di decidere come morire, prima di perdere la dignità. Abbiamo un patto molto forte che vogliamo suggellare nel matrimonio. Se mi venissi a trovare in una condizione grave e irreversibile è giusto staccare la spina. E lei potrà decidere il nostro ultimo viaggio insieme”.

Brass ha parlato di come intenda legittimare il suo ruolo con Caterina nonostante non abbia proprietà: “È anche una forma di legittimazione del mio ruolo al tuo fianco, necessaria perché tu possa disporre del tuo futuro… Al contrario di quello che qualcuno pensa, lei non avrà ricchezze per il semplice fatto che non ho proprietà. La cosa più preziosa è il mio archivio, che è importante per il mio lavoro”.

Brass ha anche parlato della sua prima moglie, Cecilia Cipriani, madre dei suoi due figli Beatrice e Bonifacio. La donna è deceduta nel 2006 a 76 anni. Di lei, il regista ha raccontato: “Complicità totale, nella vita, nel cinema, nel sesso. Lei era più disinvolta di me, diceva che le mie sceneggiature erano fin troppo pudiche. Con lei ho fatto sesso fino all’ultimo. Abbiamo iniziato da ragazzi, a Venezia, quando la portavo in barca nelle secche di San Giorgio. Da allora non abbiamo più smesso. Lei, io, le altre, gli altri… Il nostro era un rapporto libero con reciproche veloci incazzature. La Tinta non sopportava una sola cosa: che le portassi a casa. In questo soggiorno voleva che si parlasse solo di sceneggiature. Se poi il linguaggio era troppo spinto s’incazzava l’altra donna di casa, mia figlia Beatrice, che era al piano di sopra a studiare: “Ma bastaaa! Piantatela”.

FONTE FOTO: twitter.com/Infofatti