Le terapie del cancro in gravidanza non danneggia il feto

Scoprire di avere un cancro in gravidanza non deve imporre necessariamente scelte drammatiche. Alcuni tipi di cancro possono essere curati durante la gestazione senza apparenti conseguenze sullo sviluppo fetale.

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>”Il messaggio principale per le donne è che la scelta non è inevitabile e in molti casi ci sono altre opzioni da tenere in considerazione. Abbiamo visto, per esempio, che per i tumori del seno e del sangue, i più comuni in questa fascia di età, almeno alcuni farmaci non danneggiano i bambini se somministrati dopo il primo trimestre di gravidanza. Fanno eccezione la leucemia acuta, che va trattata già nel primo trimestre, e i tumori della cervice uterina, troppo ‘vicini’ al bambino”.

Sono queste le parole di Frederic Amant, del Policlinico belga di Lovanio, in merito al cancro in gravidanza.

In Italia sono circa 600 le donne che ogni anno ricevono una diagnosi di cancro in gravidanza e che spesso le pone a fare una scelta molto difficile: rinunciare al bambino e curarsi, oppure farlo nascere e rischiare al tempo stesso di morire. Le diagnosi di neoplasie più frequenti sono il cancro del seno, i tumori ematologici come leucemie e linfomi, e il melanoma. Per fortuna i casi sono ancora pochi, ma si prevedono numeri in crescita, più che altro per il fatto che oggi le donne decidono di avere un figlio in età più grande, ma purtroppo anche nelle donne giovani si presentano sempre più spesso casi di cancro.

I risultati di uno studio condotto sui rischi per il nascituro causati dalla chemioterapia della madre ha dato esiti molto positivi: infatti, è stato accertato che dopo il terzo mese di gestazione la chemioterapia non crea danni al nascituro. Alla ricerca internazionale ha partecipato anche l’Italia e i risultati sono stati presentati al Congresso europeo di oncologia medica (Esmo) che si sta svolgendo in questo periodo a Madrid.

Gli esiti presentati all’Esmo dunque “confermano che la chemioterapia in gravidanza non altera lo sviluppo neuro-comportamentale post-natale, né causano problemi cardiaci. Una donna malata di cancro deve ricevere lo stesso trattamento sempre, che aspetti o meno un figlio”.