Suor Cristina criticata dai vescovi della CEI per aver cantato “Like a virgin”

Suor Cristina criticata dalla Sir, l’agenzia dei vescovi italiani per la scelta di inserire nel suo primo album “Like a Virgin” di Madonna.

chiudi

Caricamento Player...

In un editoriale la Sir, l’agenzia stampa che fa riferimento alle Cei (Conferenza episcopale italiana) ha definito la scelta di Suor Cristina di cantare “Like a virgin” di Madonna e più in generale la sua carriera musicale, come “un’operazione commerciale spericolata e furbetta”.

Non sono in molti, infatti, a credere che dietro alla scelta di eseguire il brano di Madonna, non ci sia stata la volontà di colpire l’attenzione mediatica, immaginando la curiosità (o lo scalpore) di sapere una religiosa cantare il brano incriminato, anche quanto a cantare è la vincitrice dell’ultima edizione di The Voice of Italy.

Ora Suor Cristina, che ribadisce ancora una volta di aver scelto lei stessa la canzone da interpretare, si vede puntare il dito dalla sua stessa “famiglia”; i vescovi non hanno digerito la notizia che hanno interpretato come una provocazione e la stessa Famiglia cristiana ha avvertito la giovane orsolina: “Speriamo che non arrivi il divismo”, attraverso le parole del direttore del coro del Duomo di Milano, Claudio Burgio.

Leggi anche: Suor Cristina canta “Like a virgin” di Madonna, come una preghiera

Queste invece le parole di colei che ormai è nota al mondo come “Sister Cristina”:

«L’ho scelta io. Senza nessuna volontà di provocare o di scandalizzare. Leggendo il testo, senza farsi influenzare dai precedenti, si scopre che è una canzone sulla capacità dell’amore di fare nuove le persone. Di riscattarle dal loro passato. Ed è così che io ho voluto interpretarla. Per questo l’abbiamo trasformata dal brano pop-dance che era, in una ballata romantica un po’ alla Amos Lee. Cioè a qualcosa di più simile a una preghiera laica che a un brano pop»

Il Sir invece fa riferimento all’interpretazione di Tarantino del brano «Like a virgin» e aggiunge:

«E ora ci si viene a dire che si può cantarla rendendola qualcosa di più simile a una preghiera laica che a un brano pop». Beata ingenuità»