Su Facebook è partita una colletta per pagare la difesa della mamma di Loris, Veronica Panarello

Su Facebook è stata organizzata una colletta per pagare “periti ed esperti” incaricati a difendere Veronica Panarello, la mamma del piccolo Loris accusata dell’omicidio del figlio. Intanto la donna resta in carcere ad Agrigento.

chiudi

Caricamento Player...

Tutte le persone che ritengono innocente Veronica Panarello hanno organizzato su Facebook una colletta per pagare la difesa della mamma del piccolo Loris Stival.

Su Veronica Panarello pesa un’accusa molto grave. La donna è accusata di omicidio volontario e occultamento di cadavere del figlio Loris Stival. Panarello ora è rinchiusa nel carcere di Agrigento per gravi indizi di colpevolezza, ma la donna, dal momento dell’arresto ha continuato a dichiararsi innocente: non è stata lei ad uccidere il figlio Loris.

Leggi anche: Trasferimento in carcere per Veronica Panarello, la mamma accusata dell’omicidio del figlio Loris  

Il problema è che ora, non avendo più il sostegno della sua famiglia e dovendo predisporre una difesa autorevole composta da periti ed esperti, Veronica Panarello ha bisogno di un supporto economico per pagare periti ed esperti che possano dimostrare la sua presunta innocenza.

Il gruppo di persone convinte dell’innocenza di Veronica ha quindi dato il via ad una raccolta di fondi su Facebook per garantire un supporto oltre che economico anche morale alla donna.

Si legge sulla pagina di Facebook:

“Amici è l’ora di dimostrare non solo a parole il nostro sostegno a Veronica Panarello. Il suo avvocato, Francesco Villardita, essendo amico di famiglia, ha generosamente accettato di assisterla pro-bono ma sono necessari periti ed esperti e i loro costi sono notevoli. Francesco Panarello non è in condizioni di far fronte a queste ingenti spese. Ovviamente ciascuno può contribuire secondo le proprie possibilità”.

Ciò che è importante ribadire è che il padre di Veronica Panarello non centra nulla con questa colletta: si tratta di una dimostrazione d’affetto assolutamente spontanea nata dal popolo di Facebook che ha seguito la vicenda e che, ogni giorno di più, è convinto dell’innocenza della donna.