Uno studio lo conferma: la circoncisione può proteggere dalle malattie sessualmente trasmissibili

I Centers for Disease Control and Prevention americani consigliano la circoncisione: l’intervento riduce il rischio di contrarre infezioni come HIV, herpes e papillomavirus.

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La circoncisione riduce il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmesse come HIV, herpes, papillomavirus. La conferma arriva da uno studio condotto dal Centers for Disease Control and Prevention statunitensi.

Dal rapporto dei CDC si elencano alcune sperimentazioni cliniche condotte fra i 2005 e il 2010 su maschi adulti, da cui è venuto alla luce un dato molto chiaro: la circoncisione ridurrebbe del 50-60 per cento il rischio di infezione da HIV e del 30 per cento quello di contrarre herpes.

Il motivo potrebbe dipendere da un’alterazione in positivo delle popolazioni batteriche presenti sul glande o da una probabile maggiore suscettibilità del prepuzio alle infezioni.

Inevitabilmente l’indicazione non poteva passare inosservata e non ha mancato di suscitare polemiche primo perchè l’effetto protettivo della circoncisione però si nota solamente nei rapporti eterosessuali non in quelli omosessuali ed in secondo luogo perchè questa tesi non trova conferma nell’Africa subsahariana, dove la maggior parte degli uomini sono circonciso e, nonostante questo, l’HIV si diffonde soprattutto attraverso rapporti eterosessuali.

Quello che è certo è che la circoncisione potrebbe diminuire la probabilità di contagi fra eterosessuali. Resta comunque il fatto che si tratti di una pratica non del tutto priva di rischi.

I CDC assicurano però che i pericoli sono minimi: «La possibilità di eventi avversi si aggira attorno allo 0.2 per cento e quasi sempre si tratta di piccole infezioni o sanguinamenti, facili da gestire e senza conseguenze nel lungo termine».

la verità però è che i tassi di circoncisione sono in continua diminuzione nel mondo occidentale, in più un’indagine recente su uomini eterosessuali non circoncisi ha dimostrato che solo il 12 % eseguirebbe l’intervento per ridurre il rischio di contrarre l’HIV: ancora troppo pochi.

Tutte le persone interessate a visionare e commentare il documento hanno la possibilità di recuperarlo on line fino al 16 gennaio 2015.