Strage Kenya. Mentre aumenta la paura tra i cristiani, la verità: l’attentatore è figlio di un dirigente del governo.

Uno dei responsabili dell’assalto al college di Garissa in Kenya in cui sono morte quasi 150 persone, è il figlio di un dirigente governativo keniota. E’ stato lo stesso padre a denunciare il figlio.

Il portavoce del governo Mwenda Njoka ha detto che uno dei 4 responsabili della strage in Kenya è Abdirahim Abdullahi. Ex studente di legge all’università di Nairobi, si era unito ad al-Shabaab dopo la laurea conseguita nel 2013.

Ha detto Njoka:

“Il padre aveva avvisato della scomparsa del figlio da casa e stava aiutando la polizia a trovarlo quando l’attacco è avvenuto. Era uno studente brillante, ma poi si è legato a quelle folli idee”.

Ed intanto nella giornata di ieri in Kenya ha regnato la paura.

Le chiese del Kenya si sono dotate di guardie armate per proteggere i fedeli nella domenica di Pasqua ed i militanti del gruppo estremista somalo hanno ieri minacciato nuovi attacchi.

Willybard Lagho, prete cattolico a Mombasa e presidente del Coast Interfaith Council of Clerics ha detto:

“Siamo molto preoccupati per la sicurezza delle nostre chiese e dei nostri fedeli, specialmente nel periodo pasquale, anche perché è chiaro che questi assalitori hanno preso di mira i cristiani”.

In Kenya l’83% dei 44 milioni di cittadini è cristiano.

Le chiese di Mombasa, Nairobi e altre città hanno assoldato poliziotti armati e guardie private per tentare di garantire la sicurezza.

Alla cattedrale Holy Family Basilica di Nairobi, che si trova tra il municipio e il Parlamento, due ufficiali di polizia in uniforme, armati con fucili AK-47, controllano l’ingresso.

Ma in Kenya, la maggior parte delle guardie sono in borghese, seminate in ogni angolo del paese.

Tre guardie private controllano i fedeli all’arrivo con metal-detector, mentre un quarto verifica con uno specchio che sotto le auto non si trovino bombe.

La polizia del Kenya ha fatto sapere che misure si sicurezza sono garantite a centri commerciali ed edifici pubblici nella capitale Nairobi e nelle città orientali.

ultimo aggiornamento: 07-04-2015

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