Sting ai suoi sei Figli: “Niente eredità, dovete lavorare”

Dopo l’intervista al Mail On Sunday, i figli di Sting tremano, visto che il celebre papà non ha intenzione di lasciargli proprio nulla del suo cospicuo patrimonio.

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Il cantante Sting non lascerà nemmeno una sterlina ai sei figli e lo ha detto loro chiaro e tondo: nella vita dovranno lavorare e cavarsela da soli. Sting, che ha guadagnato finora l’equivalente di 220 milioni di euro con dischi e concerti, non è l’unica persona che ha raggiunto l’agiatezza a pensarla così: un recente sondaggio tra le famiglie più facoltose del mondo ha svelato che una delle maggiori paure dei ricchi è che i loro figli crescano senza motivazioni e ambizioni, visto che il denaro ce l’hanno già.

La moglie di Sting, Trudie, appoggia, la scelta del marito. Insomma, i sei figli del cantautore britannico dovranno rimboccarsi le maniche e lavorare sodo come ha fatto il padre prima di diventare celebre e ricchissimo.

In una lunghissima intervista-confessione al Mail on Sunday, una lettura obbligatoria per i fan, Sting ammette che buona parte del denaro che ha guadagnato è già sparito e che il restante se ne andrà altrettanto in fretta. Il suo grande circo, perennemente in movimento, ha cento dipendenti che hanno un peso consistente alla voce “uscite”.

“Quello che guadagno, spendo – ha detto Sting-. Abbiamo un sacco di costi fissi e i soldi se ne vanno. Non penso mai di mettere da parte qualcosa, tipo un trust per i miei figli. Loro sanno che dovranno lavorare per vivere, non mi chiedono mai nulla e non si aspettano nulla, cosa che apprezzo molto”. Sting ha aggiunto di essere ovviamente pronto a intervenire per aiutarli in caso di necessità, “ma dovranno avere successo contando solo sui loro meriti, non sul mio denaro”.

La pensa così la maggior parte dei ricchi, ai quali lo studio Withersworldwide ha chiesto di che cosa avessero paura in un sondaggio che ha coinvolto 1.400 milionari e 16 delle più importanti famiglie europee, asiatiche e nord-americane. Al primo posto c’è la paura di ammalarsi, ma al secondo c’è il timore che i figli crescano privi di ambizioni, di stimoli e di obiettivi, pensando che non c’è bisogno di darsi troppo da fare, visto che quasi tutto il lavoro lo hanno già fatto i nonni e i genitori.

La paura che i figli crescano indolenti e scioperati, incapaci di gestire le aziende di famiglia, è più forte di tutte le altre, compresa quella di vedere ridotto il patrimonio a causa di investimenti sbagliati. Ed è più importante persino del divorzio, che per i super-ricchi è sempre fonte di un mare di guai.

Emanuela Bertolone.

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