Stash dei The Kolors si racconta dopo la vittoria di Amici, ma ancora non si sente una star

“Non mi sento un bravo cantante, cerco di giocare sulla riconoscibilità”: Tutto ciò che c’è da sapere su Stash dei The Kolors

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Intervistato da Vanity Fair, Stash, leader dei The Kolors, si racconta in una lunga intervista dopo la vittoria di Amici, un sogno che si realizza.

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Dopo la vittoria di Amici Stash e i The Kolors vantano una grande stima da molti titani della musica italiana e hanno già tante date live in programma. Non immaginavano di arrivare fino alla vittoria, ma il loro talento e la loro particolarità musicale sono degni di nota.

Lo racconta Stash, il leader dei The Kolors, ancora incredulo di tutto ciò che gli sta accadendo, che spiega l’origine del suo particolare nome (in realtà si chiama Antonio ndr)

“In realtà io mi chiamo Stash anche all’anagrafe. Il mio nome deriva da una canzone dei Pink Floyd, Money, e per questo mio padre ha deciso di chiamarmi così. La prima volta che sono stato a Londra, a Camden Town, leggevo la parola “stash” ovunque e poi ho scoperto che si tratta anche di droga. Da questo punto di vista non mi sento affatto rappresentato perché ho una grande fobia per le droghe, scapperei via anche davanti a una roba leggera che si fanno tutti. Non ce la farei”

Dato il loro particolare stile di musica, i The Kolors non si aspettavano la vittoria a un programma molto popolare come Amici.

“Non ce l’aspettavamo. Venivamo dall’underground e già partecipare a un programma come Amici è stato quasi paradossale. Suonavamo nei localini davanti a quattro persone e abbiamo vissuto per molto tempo questa realtà. Entrare nella scuola di Maria e uscirne da vincitori è stato pazzesco, ma davvero non ci avrei mai sperato. Quando siamo arrivati in fondo, ho iniziato a pensare che forse ce l’avremmo fatta, ma non ci credevo fino in fondo. Per come sono fatto io, quando ho un pensiero e poi non si avvera ci rimango malissimo. Al momento di presentarci ai provini, per la paura di non essere accettati, abbiamo portato un repertorio molto vario, per proporre qualcosa di più masticabile. Poi tutti ci hanno detto, compresa Maria, di proseguire nella nostra direzione se fossimo entrati e così abbiamo fatto fino alla finale».

Una particolarità di Stash dei The Kolors è quella di cantare sempre con il distorsore, e ora svela il motivo i questa sua scelta, dal quale è irremovibile.

“Non mi sento un bravo cantante e cerco sempre di giocare sulla riconoscibilità. Ho studiato molto per far venir fuori dagli strumenti quel suono lì, ci ho speso nottate intere. Durante una sola canzone posso cambiare quattordici effetti grazie a una tecnologia che esiste dagli anni Ottanta e che mi permette di giocare molto sul dubling, che sembra quasi un playback. La stessa Elisa all’inizio pensava che fossi un maniaco e un paranoico: credeva che, se avessi cantato solo con la mia voce, avrei ricevuto comunque consensi. Ma io non me la sentivo. Devo ringraziarla perché ha messo a disposizione tutta la sua esperienza e ha tradotto in un linguaggio comprensibile a tutti la nostra musica. Spero di vivere ancora queste emozioni”.

Sanremo non è nei suoi programmi, ma fa un pensierino, sognando un po’, all’Eurovision Song Contest.

“Magari! È una vetrina internazionale e credo che la nostra proposta strizzi l’occhio anche all’estero. Sarebbe fighissimo”