Spunta una presunta vittima di pedofilia di Stephen Collins, reverendo di Settimo Cielo

Stephen Collins, il reverendo di Settimo Cielo, è sotto accusa per pedofilia e ora spunta una presunta vittima

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Dopo 30 anni di silenzio, una presunta vittima di Stephen Collins, April Price, esce allo scoperto rilasciando un’intervista al Daily Mail, in cui parla dell’istinto pedofilo dell’attore. Mesi fa era scoppiato lo scandalo riguardo le accuse di pedofilia mosse nei confronti di Stephen Collins, molto conosciuto per il ruolo del padre-pastore nella serie tv Settimo Cielo. Una registrazione in cui confessava i suoi reati di pedofilia alla moglie lo aveva incastrato.

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Ora però, parla April Price, una donna di ormai 44 anni, che da bambina era rimasta traumatizzate dai comportamenti di Stephen Collins, vicino di casa della zia.

“Ero in visita da mia zia, lei era una produttrice esecutiva di Los Angeles. Viveva in un complesso di appartamenti, e il signor Collins era suo vicino. Ero molto emozionata perché lui era la star de I predatori dell’idolo d’oro, così un giorno trovai il coraggio e bussai alla sua porta per chiedergli un autografo. Lui fu gentile, non aveva foto con se’ ma mi promise che me l’avrebbe portata. Un giorno, mentre facevo colazione nella cucina di mia zia, ho visto il sig. Collins camminare nudo in cortile, completamente. Rimasi sbalordita. Lì per lì pensai soltanto che fosse strano. Non cercai di capire il perché. Lui sapeva che io ero alla finestra e che potevo vederlo. Poi un altro giorno, sempre in cortile, gli chiesi di darmi una mano con l’adattatore del mio Atari, che andava collegato alla tv. Io non sapevo come fare. Così venne in casa e provò a risolvere il problema. Poi a un certo punto, quando si girò verso di me dopo aver armeggiato con la televisione, aveva i pantaloni completamente slacciati. Il suo pene era di fuori. Rimasi scioccata. Per lui fu tutto normale. Nessuno di noi sottolineò l’assurdità del pene di fuori. Onestamente io avevo 13 anni, non avevo neanche mai baciato un ragazzo. Fu una cosa a cui non ero proprio preparata. Lui continuò a comportarsi normalmente e io feci lo stesso, mantenendo lo sguardo fisso sul suo volto. Non volevo essere scortese, d’altronde mi stava dando una mano. Così aggiustò il mio Atari e andò a casa sua. Poi fu lui ad invitarmi nel suo appartamento, per vedere alcuni cimeli tv dei suoi show. Lui mi chiese se poteva mettersi a suo agio, andò in camera da letto e tornò in salone tutto nudo. Mi prese un colpo. Ero nel panico. Schizzai fuori dalla porta, poi lui mi chiese scusa per quel che aveva fatto.”