Spara alla moglie e poi si suicida: il gesto estremo di una coppia di Mestre in ospedale

Nella borsa una lettera firmata dalla coppia di Mestre e rivolta alla figlia. Un ultimo atto di generosità.

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Uccide la moglie e poi si spara un colpo alla testa. Quello che apparentemente potrebbe apparire come un omicidio-suicidio è, in realtà, un suicidio di coppia premeditato.

E’ successo a Mestre, martedì 20 ottobre. Ernesto Cecchinato, 95 anni, ha sparato alla moglie Loredana, novantenne, e poi si è suicidato. Gli inquirenti hanno trovato nella borsa della donna una lettera con la quale la coppia di Mestre dichiarava di non voler essere più di peso.

Al momento del tragico episodio, i coniugi erano in ospedale, in attesa di una visita cardiologica per Loredana. D’un tratto il marito ha estratto l’arma (una Beretta regolarmente detenuta) e le ha sparato, uccidendola sul colpo, per poi puntarsi la pistola alla tempia. E’ stato immediatamente soccorso dai medici e subito sottoposto a un intervento d’urgenza, ma è deceduto verso la mezzanotte tra martedì e mercoledì. Il proiettile aveva trapassato da parte a parte il cranio.

Il vice questore aggiunto Eugenio Vomiero ha rilasciato una dichiarazione sulla vicenda: “Si sentivano alla fine e non volevano essere di peso alla figlia Nadia”. Ed è proprio Nadia la destinataria principale della lettera. Qualche riga che fa emergere la stanchezza, la difficoltà, il dispiacere di gravare sulle sue spalle.

La coppia di Mestre lascia l’intera città nello sgomento.

Ernesto Cecchinato era un ingegnere molto conosciuto per il suo buon cuore. Era noto anche per essere stato uno dei principali benefattori del centro per anziani Don Vecchi di don Armando Trevisiol, alla quale donò pure 100mila euro e centocinquanta quadri.

Una generosità d’animo, quella dei coniugi Cecchinato, che ha l’epilogo di un gesto estremo, volto ad affrancare la loro figlia da ulteriori pensieri e problemi.