Un buon sonno e il caffè aiutano l’apprendimento e la memoria

Sia una buona qualità del sonno sia una giusta dose di caffè giornaliera migliorano la memoria e l’apprendimento.

Durante il giorno, lo studio e l’apprendimento rafforzano le connessioni sinaptiche nel cervello che comportano un notevole dispendio di energia. Durante il sonno il cervello elabora tutto integrando le informazioni apprese con quelle già consolidate, per poter ricominciare il giorno seguente. La qualità del sonno dunque è importante per l’apprendimento e la memoria. Ci sono prove scientifiche che dimostrano come il cervello elabora l’acquisizione, il consolidamento, l’integrazione dei ricordi e cancelli durante il sonno i dettagli insignificanti.

Inoltre vengono indebolite le connessioni tra le cellule cerebrali risparmiando energia, evitando lo stress cellulare e mantenendo la capacità dei neuroni nella risposta selettiva agli stimoli.

Oltre a un buon sonno c’è un altro modo per aiutare memoria e apprendimento: il caffè.  Se da una parte risulta negativo per la salute, da un’altra comporta particolari benefici. Ovviamente dipende dall’uso moderato che se ne fa.

Un articolo pubblicato su Nature Neuroscience sottolinea un aspetto che non era ancora stato messo in luce: il miglioramento della memoria a lungo termine.
I ricercatori guidati da Daniel Borota della Johns Hopkins University di Baltimora, hanno analizzato l’effetto che una tazzina di caffè ha sulla memoria successivamente a una sessione di apprendimento.

Per l’esperimento sono stati usati 160 volontari di età tra i 18 e i 30 anni. All’inizio hanno dovuto osservare delle immagini e catalogarle come elementi indoor o outdoor. Dopo qualche minuto ciascuno di loro ha assunto o 200 mg di caffeina o un placebo.

Il giorno seguente, davanti alle stesse immagini,  i volontari dovevano dichiarare se le foto erano nuove, già viste il giorno precedente o soltanto somiglianti alle immagini originali.

Dalle prove è emerso che soltanto coloro che avevano assunto la caffeina erano riusciti a riconoscere se un’immagine era simile o non identica.
Quasi nessuna differenza nel riconoscimento delle immagini vecchie o nuove.
Successivamente sono state modificate le dosi di caffeina e si è notato che c’era una grande diversità tra un dosaggio basso di 100 mg e un classico di 200 mg, e nessuna con dosi di 300 mg.

Si può dunque concludere che con una dose di almeno 200 mg di caffeina si possono constatare  effetti sul miglioramento e consolidamento della memoria.

Altri studi associano ud un consumo moderato di caffè una riduzione di rischio di malattie epatiche nonchè una riduzione del rischio di suicidio. Se il dosaggio di caffeina giornaliera è alto ci sono però aspetti negativi, come un maggior rischio di insonnia e problemi cardiaci.

ultimo aggiornamento: 14-01-2014

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