Solo una donna eletta su 5: fallita alle Regionali l’operazione parità

Record negativi di presenze femminili alle ultime elezioni regionali. Si dovrà arrivare nelle fila dell’opposizione per rispettare le quote rosa ed arrivare alla parità che veda almeno la metà di giunta femminile.

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L’altra metà del cielo trova posto soltanto in un angolo in Umbria e Puglia.

Un vero flop l’operazione parità nonostante la senatrice Angela Finocchiaro, presidente della commissione Affari costituzionali avesse detto:

“Il 2 giugno non si festeggia soltanto la nascita della Repubblica, ma anche la prima volta in Italia del voto alle donne”.

Eppure così non è stato: alle ultime elezioni Regionali la parità non si è vista e le donne non hanno certo avuto il successo auspicato. Perlomeno in Umbria e in Puglia.

In Umbria del terzetto “rosa” fanno parte, oltre al presidente Catiuscia Marini, Donatella Porzi e Fernanda Cecchini che ha affermato:

“La preferenza di genere non aiuta le donne. E’ un’ipocrisia. Io sono arrivata terza senza santi in paradiso e senza padrini”.

La stessa senatrice Finocchiaro ha detto in merito all’operazione parità:

“La presenza femminile, alla fine, nel migliore dei casi può risultare significativa, ancorché non cospicua”.

Eppure le percentuali che riguardano le elette sono tutt’altro che entusiasmanti e la parità pare ancora lontana.

In Puglia le donne hanno conquistato l’11,8 per cento; in Umbria il 14,3 per cento; in Liguria il 16,6 per cento. Si alzano le quotazioni “rosa” nelle Marche con il 20 per cento, in Campania il 22 per cento e nel Veneto con il 23,5 per cento. IL migliore risultato in Toscana con il 27,5 per cento.

La media, dunque, è meno di una eletta su cinque: una parità che sembra ancora molto lontana.

“Per me il problema non è stato di genere”

Marta Rapallini, candidata del Pd a Firenze ha commentato:

“Il risultato è stato inferiore alle aspettative. La sfida era ardua, ma ho deciso comunque di mettermi in gioco. Questo non significa che sia comodo farsi largo tra gli uomini: io lavoravo all’università e ne so qualcosa”.