Sogno e realtà: la storia di Sara Morganti

Sara Morganti e la sua lotta contro la sclerosi multipla: incoronata campionessa del mondo insegue il sogno delle Olimpiadi di Rio

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Sara Morganti, toscana, classe 1976, era un’amazzone che praticava la disciplina del salto ostacoli e sognava una carriera, mentre si dedicava anima e corpo nei lavori di scuderia. Poi, un giorno, a 19 anni, gli è stata diagnosticata la sclerosi multipla che oltre a stroncare il suo sogno sportivo, l’ha portata sulla sedia a rotelle un mese prima delle nozze.

Il grande amore per i cavalli, però, le ha dato lo stimolo per trovare un nuovo obiettivo, quello paralimpico.

Nel 2005 riprende a montare, arrivando, nello stesso anno, a vincere la medaglia d’oro e d’argento ai Campionati Italiani Assoluti Paralimpici.

Ho dovuto trovare ausili alternativi a quelli delle gambe, ovvero la respirazione – spiega la Morganti – così quando inspiro vigorosamente, i cavalli capiscono che devono allungare il passo o cominciare a trottare.

Il suo sogno si è concretizzato in due ori al Campionato Lombardo Open, al Campionato Toscano e ai Campionati Italiani Assoluti Paralimpici. Entra nella lista degli atleti di interesse nazionale, nel 2005 e nel 2006.

Subito dopo i campionati del 2006 però – racconta lamazzone – ho iniziato a soffrire di un dolore neurologico cronico a causa della mia malattia. I medici non riuscivano a trovare una cura e per due anni il mio sogno sembrava essersi frantumato, ma nel maggio del 2008 mi hanno fatto provare un farmaco che mi ha permesso di tollerare il dolore e di tornare in sella

Nel 2009, vince due medaglie d’oro ai Campionati Italiani Assoluti Paralimpici; una medaglia di bronzo nel freestyle e sigla un quarto posto nel tecnico agli Europei in Norvegia; entra nella ranking list mondiale. Un sogno diventato realtà.

Nel 2010, si conferma campionessa italiana assoluta, e sigla un quarto posto ai Mondiali in Kentucky.

Poi, il 2 giugno 2011, una caduta da cavallo le provoca una seria frattura alla gamba destra, che richiede un intervento chirurgico. Ma Sara riesce ugualmente a partecipare agli Europei in Belgio, tre mesi dopo, allontanandosi per un soffio dalla medaglia di bronzo.

Nel 2011 e nel 2012 è nuovamente campionessa italiana assoluta. Poi il sogno cambia colore e ha cinque cerchi: indossa la maglia azzurra per le Paralimpiadi di Londra, ove ottiene il 4° posto. Nel 2013 si laurea campionessa italiana assoluta per la quinta volta e conquista la medaglia di bronzo continentale.

Nel 2014, in Normandia, viene incoronata campionessa del mondo, grazie all’oro ottenuto nel freestyle, e vince la medaglia d’argento nel tecnico.

In seguito a tali risultati è stata ricevuta al Quirinale dal Presidente del CIP Luca Pancalli, dal Presidente del CONI Giovanni Malagò e dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per le congratulazioni.

Non accetto la mia malattia – racconta la campionessa- ci convivo. Nei momenti duri, ove mi affliggono la stanchezza cronica e il dolore neuropatico, provo rabbia che cerco di trasformare in energia nella competizione sportiva. Ho smesso da tempo di chiedermi perché proprio a me sia successo tutto questo. Quella rabbia deve trasformarsi in qualcosa di positivo, nel coraggio di inseguire comunque il proprio sogno. Quando sto veramente male e non riesco a montare, vado lo stesso in carrozzina fino in scuderia a trovare Royal Delight. Anche se faccio poco rumore, lei mi sente arrivare e mi saluta con un nitrito. So che lei mi capisce e per me portarla a passeggio nonostante il dolore e il mio deficit, è già un sogno a portata di mano. Ai Mondiali 2014, durante la ripresa di Freestyle, con il brano di sottofondo, ho avuto la netta impressione che le orecchie di Royal Delight andassero a tempo con la musica. Non dimenticherò mai quel momento in cui io e lei abbiamo raggiunto, a passo di danza, quel traguardo così importante. Ballavamo verso il domani.

Il nuovo obiettivo di Sara Morganti è ancora a cinque cerchi: i Giochi Olimpici di Rio 2016.