Finalmente sì ai matrimoni gay anche in Italia

Unioni civili: si chiameranno così i nuovi “matrimoni gay”. Molto simili al matrimonio tranne che per due aspetti essenziali: non si chiama matrimonio e non si possono adottare bambini esterni alla coppia.

 Dopo anni di tira-e-molla su Pacs, Dico e DiDoRe, stavolta sembra quella buona per il si ai matrimoni gay.

Matteo Renzi ha chiesto ad Antonella Manzione, capo dell’ufficio legislativo di palazzo Chigi, di preparare un testo da portare al Consiglio dei ministri entro la fine del mese per ufficializzare i matrimoni gay anche in Italia.

“Ai vescovi – ha confidato il premier nei giorni scorsi – già l’ho detto. Si mettano l’anima in pace”.

Ai primi di settembre, all’ambasciata italiana presso la Santa sede, ai piedi dei Parioli, Renzi incontrò il Segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, il segretario del Sinodo Lorenzo Baldisseri e il presidente della Conferenza episcopale italiana Angelo Bagnasco. E durante il pranzo annunciò la novità in arrivo, senza incontrare opposizioni.

L’ultimo ostacolo all’ok ai matrimoni gay è quello interno alla maggioranza rappresentato dai teocon del Nuovo centrodestra, è stato superato nel week-end. Lavorando alla legge di Stabilità Renzi e il braccio destro Yoram Gutgeld hanno infatti “trovato” mezzo miliardo da destinare agli sgravi fiscali per aiutare le famiglie numerose. Una sorta di quoziente famigliare, da sempre cavallo di battaglia dell’Ncd. Così si è consumato questa sorta di patto tra Matteo e Angelino. Una pace siglata dopo le polemiche che hanno coinvolto Alfano per lo stop imposto ai sindaci che stavano avanzando per conto proprio trascrivendo i matrimoni gay nei registri comunali.

“Serve una legge”, è stato il refrain comune.

In cambio dell’assenso alle unioni civili, Alfano potrà sbandierare i soldi alle famiglie tradizionali con molti figli. E così ognuno avrà ottenuto qualcosa.

L’aspetto più delicato sui matrimoni gay, sul quale anche i vescovi hanno chiesto a Renzi cautela, è quello che riguarda i figli. Il punto di mediazione è che l’adozione del bambino sarà possibile solo se uno dei due genitori è quello biologico. Un partner potrà adottare il figlio naturale dell’altro. Nessun affidamento insomma di bambini esterni alla coppia.

Per il resto, i diritti (e doveri) dei matrimoni gay saranno quelli del matrimonio tradizionale, reversibilità della pensione, diritto alla successione in caso di morte e possibilità di assistenza negli ospedali e nelle carceri, partecipazione ai bandi per le case popolari, sussidi fiscali.

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ultimo aggiornamento: 16-10-2014

Emanuela Bertolone

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