Si cercano tracce di Mario Bozzoli nella fonderia. A riavviare il forno l’operaio trovato morto

Il giallo sulla sua scomparsa di Mario Bozzoli si infittisce, ma gli inquirenti ritengono che le risposte siano nella fonderia e nei rapporti aspri con la famiglia del fratello.

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“La situazione in fabbrica era molto tesa. Infatti, a causa del cambio generazionale ai vertici, si erano creati screzi con la famiglia del fratello”. Questa la testimonianza resa da Irene Zubani, moglie di Mario Bozzoli, l’ industriale scomparso quattordici giorni fa. La moglie lo aspettava al ristorante ma lui non è mai arrivato.

Le indagini si concentrano proprio sui suoi rapporti familiari, in particolare con suo fratello. Gli inquirenti ipotizzano che la soluzione del giallo sia nella fonderia, ultimo posto dove l’ imprenditore di Brescia è stato visto. Un’azienda dove, ammette un operaio, ultimamente “si lavora nel terrore”.

Sembra che il Bozzoli fosse molto sospettoso nei confronti dei nipoti. “Sosteneva che portassero via del materiale dalla ditta, per magari, rivenderlo e finanziare la loro nuova fonderia a Bedizzole”, confida l’operaio.

Il fratello di Mario, Adelio, nega ogni genere di dissapore familiare: “Lavoro con Mario da 40 anni, screzi ce ne sono stati, capita in tantissime famiglie”, ha spiegato.

Tornando alla sera della sparizione dell’imprenditore, quel giorno forni erano stati riavviati e ci fu all’improvviso una fiammata anomala negli impianti, come se stesso bruciando un corpo estraneo. A riavviarli era stato Giuseppe Ghirardini, trovato morto domenica 18 ottobre, a Ponte di Lengo sulle rive di un torrente, non poco distante dalla sua auto. Quello stesso giorno avrebbe dovuto presentarsi dai carabinieri per aggiungere dettagli rispetto alla prima deposizione, circa la scomparsa di Mario Bozzoli. Le cause della morte sono ancora da chiarire, ma l’episodio sembra facilmente collegabile al mistero che ruota intorno al caso Bozzoli.

A breve, sarà incaricato un gruppo di esperti dal procuratore Tommaso Buonanno (tra questi, l’anatomopatologo Cristina Cattaneo), per analizzare i prodotti di lavorazione della fonderia e reperire eventuali tracce dell’ industriale. Tutto il materiale fuso e di scarto sarà analizzato. Nel frattempo si procederà con l’autopsia sul corpo di Ghirardini.