Sesso: gli Italiani Non sono i Migliori

Secondo un’indagine recente, gli uomini italiani sono al terzo posto nella classifica mondiale di chi fa meglio sesso.

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Fino ad oggi l’uomo italiano è sempre stato considerato l’amatore per eccellenza, il latin lover dal fascino mediterraneo, grande romantico nonchè il migliore sotto le lenzuola. Ma secondo le ultime statistiche non è più così. Infatti a fare meglio l’amore sarebbero più bravi i brasiliani e gli spagnoli.

Lo afferma un sondaggio di One Poll per il Daily Telegraph a cui hanno preso parte più di 15 mila donne appartenenti a venti diverse nazionalità. Dai quesiti loro proposti sulla bravura degli uomini in fatto di sesso infatti, gli italiani sono risultati soltanto al terzo posto nella graduatoria mondiale. Uscendo dal podio dei primi tre classificati troviamo gli uomini francesi al quarto posto e gli irlandesi al quinto.

I peggiori sono invece risultati i tedeschi, perché apparentemente troppo puzzolenti, seguiti dagli svedesi considerati troppo sbrigativi, gli inglesi troppo pigri,  gli olandesi a causa dell’eccessiva volontà di dominare, e gli americani troppo agitati.

La colpa? A quanto sembra, la libido dell’uomo italiano non riesce a reggere in questa epoca di crisi, ma pare che tra le colpe ci siano in mezzo anche le donne italiane. Infatti non è calato il desiderio maschile bensì quello femminile dovuto al continuo stress, ai problemi legati al lavoro, ai figli, alle poche ore di sonno e alle molte preoccupazioni.

In pratica sono le donne che hanno meno voglia di fare sesso e l’immagine dell’uomo ne risente.

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Dei sani rapporti sarebbero invece l’antidoto perfetto al continuo stress. “L’amore, come sottolinea Raffaelle Morelli, fondatore dell’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, è la risposta giusta perché spezza gli schemi,  porta nel luogo senza tempo del piacere, cancella le preoccupazioni e stimola il cervello. Ma causa la crisi, ci si attacca al presente, ai problemi e non si riesce ad abbandonarsi.La razionalità e importante, però il mondo del desiderio non deve essere governato. L’educazione sessuale a scuola toglie mistero e spontaneità. A sedici anni bisogna incontrare il demone dell’amore ed esserne sorpresi. Tutto queste regole e controlli, forse ci rassicurano, ma non ci rende migliori, né più bravi, né più desiderabili”.