Sentire i sapori? Tutta questione di neuroni, non di lingua

Un gruppo di ricercatori della Columbia University ha dimostrato che i sapori sono “elaborati” dal cervello e solo veicolati dalla lingua.

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Secondo uno studio della Columbia University, i sapori sarebbero elaborati dal cervello e non dalla lingua, semplice veicolo, strumento di cui si serve il cervello per capire con quale gusto ci stiamo confrontando.

I quattro sapori di base, salato, dolce, amaro e aspro, insieme ai due aggiunti di recente grasso e umami (sapore di glutammato), passano attraverso la lingua e vengono “elaborati” dal cervello.

Il cervello, infatti, possiede neuroni specializzati per ognuna di queste categorie di gusto, come pubblicato dalla rivista Nature, che dimostra che i sensori del gusto che si trovano sulla lingua hanno un corrispondente “partner” nel cervello, in grado di elaborarli.

Attraverso le 8mila papille gustative che si trovano sulla lingua, i ricercatori hanno scoperto un collegamento in diverse aree del cervello preposte al riconoscimento di vari gusti.

Ogni papilla quindi è in grado di rilevare la gamma completa dei gusti, poi le cellule specializzate all’interno della papilla si sintonizzano con il segnale corrispondente al salato, amaro, acido, dolce etc.. ed inviano l’impulso al cervello.

Dalla ricerca emerge quindi un collegamento tra lingua e cervello, tanto che ogni gusto attiva specifici neuroni.

Ecco le parole del professore Charles Zuker:

“Durante l’invecchiamento la popolazione non prova più piacere nel mangiare,  e non si può capire quanto questo sia devastante. Noi siamo convinti che si tratti di un riflesso delle cellule gustative della lingua”

Ora che si ha una chiara comprensione di come funziona il gusto, sarà possibile trovare modalità in grado di migliorare ulteriormente la funzione anche con l’avanzamento d’età.