Selvaggia Lucarelli condannata in tribunale, ecco perché

La blogger Selvaggia Lucarelli è stata condannata al pagamento di un’ammenda pecuniaria per un episodio risalente a 6 anni fa.

chiudi

Caricamento Player...

La blogger de Il Fatto Quotidiano, Selvaggia Lucarelli, è stata condannata al pagamento di un’ammenda pecuniaria di 500 euro per un episodio risalente a 6 anni fa e che l’ha vista protagonista di un brutto episodio di diffamazione. Selvaggia diede della transessuale ad una delle aspiranti reginette di Miss Italia 2010, Alessia Mancini, asserendo che quella che partecipò al concorso con la fascia di Miss Lazio avesse qualcosa da nascondere anche in virtù della sua altezza non proprio tipica di una donna: 1,84 cm. In particolare, la Lucarelli pensava che Alessia fosse una transessuale.

Selvaggia Lucarelli dovrà pagare 5.000 euro di risarcimento ad Alessia Mancini per averle dato della transessuale

selvaggia-lucarelli-fb

Selvaggia Lucarelli, durante il periodo di Miss Italia 2010, aveva rivelato che all’interno della gara c’era una concorrente transessuale, senza specificare il nome che venne rivelato, invece, qualche giorno dopo. Alessia, non abituata a gestire la popolarità, si trovò al centro di una vera e propria bufera mediatica finendo con il piangere quando Milly Carlucci decretò la sua eliminazione dal concorso.

La pubblicità fu molto negativa per la Mancini che finì con il citare in giudizio Selvaggia Lucarelli, rea di aver minato la sua serenità. Nel suo blog, la Lucarelli sosteneva di quanto fosse insolito per una donna essere alta 1,84 cm, finendo con l’alimentare il seme del dubbio.

Selvaggia dovrà ora pagare 500 euro di ammenda, oltre a dover risarcire la parte civile con 5.000 euro. Sulla questione si espresse anche Milly Carlucci che, quando Alessia venne eliminata da Miss Italia 2010, le chiese cosa provasse in merito alla faccenda, prima che la giovane scoppiasse in lacrime: “Non devi parlarne se non ti va. Questa è una cosa che non vogliamo alimentare, non è giusto che tu sia premuta. Vogliamo chiuderla anche noi”. 

FONTE FOTO: FACEBOOK