Selfie, mania galeotta per gente comune e terroristi

Che sia su Whatsapp, su Facebook o su Instagram, il selfie comincia ad essere combattuto quando eccessivo. Lo ha perseguito la Polizia, lo hanno vietato gli Hotel e l’Isis. Ovviamente non per gli stessi motivi.

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Chi è su Facebook lo sa. I selfie sono diventati una consuetudine nella vita di molti.

Questa tipologia di autoscatto, ormai dotata di bastoni di supporto e  lenti per per migliorare la qualità delle foto, può essere singola, con animali, o in gruppo. Può essere legata a uno stato d’animo, a un pensiero, a un record, o a un’esperienza estrema. Poi ci sono i panoselfie, ovvero i selfie fatti all’aperto con lo sfondo ben riconoscibile.

L’uso più frequente, però, resta nello shopping. Si sceglie il capo, lo si indossa e ci si scatta la foto allo specchio, per poi chiedere consigli via whatsapp ad amici e parenti.

Contrariamente a quanto comunemente si pensi, sono gli uomini a farne grande uso in questi casi: sono il 59%, contro il 56% delle donne.

La diffusione è virale su whatsapp. Segue il post su facebook (19% delle donne, 27% degli uomini) e poi la pubblicazione su instagram (4% delle donne, 5% degli uomini).

Dalla vita normale, quella di tutti i giorni, a un contagio virale che assume toni paradossali, il selfie ha tradito l’Isis, tanto da indurre tre militanti del califfato a postare un autoscatto, davanti alla base terrorista, sui social media, rendendo possibile all’intelligence della Us Air Force di localizzarlo e procedere al bombardamento della sede dei terroristi in Siria. Uno dei jihadisti aveva anche commentato le sue foto, vantandosi delle capacità di comando e di controllo della sua base.

Questo episodio segue quello della geolocalizzazione che ha smascherato l’Isis, nei mesi scorsi. Un guerrigliero aveva postato su Twitter, per ben 45 volte, i tweet delle sue imprese in Siria, senza disattivare il servizio di geolocalizzazione. Il gruppo di intelligence Ibrabo ha potuto quindi individuare la sua posizione.

Per motivi di sicurezza, a questo punto, l’Isis ha emanato un editto che vieta ai militanti di usare l’iPhone.

Dai motivi di sicurezza, a quelli del bon ton, l’Hotel Byron di Forte dei Marmi ha vietato i selfie, ingaggiando anche un guardiano apposito e riservando in alcuni luoghi, come la piscina, la facoltà di usare lo smartphone con suoneria al minimo, e mettendolo al bando presso il ristorante stellato Michelin. Chi è in possesso di “selfie stick” (le aste che per gli autoscatti) deve consegnarli alla reception.

Dalla sicurezza del terrorismo, alla privacy dei clienti, alla bravata che mette a rischio la vita, i selfie alle volte levano lumi alla ragione. E’ il caso di una coppia di giovani che hanno trovato originale scattarsi una foto seduti sui binari della linea ferroviaria del Brennero tra Bologna e Verona. A trovarli, mentre erano alle prese con il selfie, in attesa del treno annunciato, è stata la polizia ferroviaria della stazione di Ostiglia. Ma la scoperta più sorprendente è stata quella di un vero e proprio trend, individuato nelle foto dei cellulari e sui social. Sono stati identificati ben 16 giovani, autori di selfie sui binari di Mirandola, San Felice, Ostiglia, Revere e Poggio Rusco. Denuncia e multa: questo è valso un selfie da brivido.