Sanremo 2014, il Meglio ed il Peggio dell’Italia Attuale

Il Festival di Sanremo ha raggiunto la 64°edizione nel segno della bellezza. Come ogni anno all’interno della più alta celebrazione della musica italiana non mancano ospiti di eccellenza e colpi di scena, come un vero patrimonio da salvaguardare, sempre.

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Questa settimana si è aperto l’evento musicale più atteso dell’anno. Il Festival della canzone italiana ha spalancato le porte del Teatro Ariston decorato a festa per dar il via ad un tour de force dei tanti cantanti in gara che, dopo aver presentato le loro due canzoni del cuore, cercheranno di portare fino al gran finale quella scelta dal pubblico per poter alzare il premio dorato della città ligure. Per molti artisti Sanremo rappresenta l’occasione di riscossa, per i più giovani il vero trampolino di lancio, o così sperano profondamente, per altri ancora il Festival può diventare l’ennesima grande conferma. Quel che è certo è che sul palco dell’Ariston nei ben 64 anni passati sono saliti e si sono esibiti vere e proprie star nazionali che hanno fatto guadagnare alla musica italiana una reputazione di eccellenza. Ma il Festival di Sanremo è prima di tutto un grande evento mediatico, uno show che è da sempre in grado di andare oltre i confini italiani per imporsi anche nei palinsesti stranieri e rapire il cuore dei tanti appassionati di musica in Europa e nel mondo che hanno sempre cercato di costruire o imitare nel loro Paese un evento come quello di Sanremo. La città dei fiori ha ospitato ogni volta decine di star anche internazionali, entrando nelle case degli italiani che nelle canzoni rivedono il proprio passato o il loro presente, perché in un modo o nell’altro, da critici o da semplici ascoltatori, la musica è in grado di scandire la nostra vita: ogni attimo, ogni passaggio della nostra esistenza ha un suo ritmo specifico, racchiuso in una sequenza definita di note che entrano a far parte dei nostri ricordi e della nostra anima. Sanremo è tutto questo, è la nostra storia non solo televisiva, è un orgoglio italiano che non deve finire schiacciato dalle polemiche a volte sterili, dai subdoli intenti della politica, ma deve essere coltivato anche grazie alle critiche costruttive di chi la musica o la realtà dello showbiz davvero le conosce.

Già, le critiche, quelle non mancano mai. Le luci sono sbagliate, il vestito è troppo corto, il ritmo eccessivamente lento, le canzoni non all’altezza. Potremmo andare avanti all’infinito elencando tutte le criticità che sui giornali o ancora peggio sui social network abbiamo dovuto e dovremo continuare a leggere sul Festival di Sanremo. Ad ogni edizione la frase più ripetuta dagli Italiani è comunque la seguente: “Non ci sono più le canzoni di una volta”. Effettivamente alcuni artisti, nelle ultime edizioni e anche in queste prime serate, hanno un po’ deluso le aspettative; in alcuni casi sembra che ci sia troppa attenzione al contenuto, ai temi più delicati e controversi del nostro vivere civile, alle parole lette più che cantate: da qualche anno forse manca la ricerca del suono, del ritmo puro, di quella musicalità che in un Festival così popolare deve essere rigorosamente ritrovata. Mancano infatti quelle canzoni semplici che negli anni ci hanno però fatto cantare a squarciagola, anche se eravamo nettamente stonati, come “Fiumi di parole” o “Vattene Amore”, più conosciuta come “trottolino amoroso”, o ancora “Terra Promessa”, solo per citarne alcune, magari neanche tra le più belle o famose.

Sanremo 2014, il Meglio ed il Peggio dell'Italia Attuale
Sanremo 2014, il Meglio ed il Peggio dell’Italia Attuale

Quello che però dispiace di più è vedere come anche in un momento artistico, la politica e l’incoscienza di alcuni personaggi del nostro ambiente sociale riescano ad invadere qualsiasi spazio, anche se decisamente fuori dalla loro competenza. Il comizio sventato di Grillo, le minacce di suicidio di un paio di disperati e le promozioni di programmi personali sono tutti aspetti che, ad esempio, a Sanremo non dovrebbero entrare, al di là di qualsiasi giustificazione od opinione. L’evento Sanremo appartiene a noi, è un patrimonio da salvaguardare come un album di foto pieno di immagini di sana quotidianità. Si perché il Festival è quel classico programma di impronta familiare, che ci si gusta in gruppo, tra un piatto caldo ed un altro, sotto le coperte o seduti tutti insieme sul divano, vicini vicini, mentre ci si improvvisa cantanti e con il pugno stretto a fare da microfono si cerca di imitare l’artista del cuore, per poi correre a prendere il telefonino per votare la canzone preferita, mentre si fanno scommesse e previsioni. Raramente alla televisione vi sono programmi che sanno unire così bene passato, presente e futuro, programmi che i genitori hanno visto al loro tempo, che possono raccontare ai propri figli e rivedere insieme a loro, magari solo in chiave più moderna.

Il tema di questo Festival di Sanremo è la bellezza, e allora vorrei concludere con un finale non mio ma che merita una sottolineatura importante, un concetto chiave espresso già nella prima serata dall’ottimo giornalista Massimo Gramellini: “Tutti possiamo creare bellezza. Ce ne siamo solo dimenticati”.

Claudia Elena Rossi.