Roma: già scarcerato l’uomo che uccise con un pugno l’infermiera Maricica

Nel 2010 Alessio Burtone sferrò un colpo mortale a Maricica Haiahanu nella stazione della metro Anagnina. Gli vennero dato 8 anni ma è già stato affidato ai servizi sociali. Furiosi i famigliari della donna.

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Ennesimo caso di giustizia all’italiana. L’uomo che con un pugno uccise l’infermiera Maricica Hahaianu nella metro di Anagnina è già libero. Si tratta di Alessio Burtone che nell’ottobre 2010 uccise con un pugno l’infermiera romena Maricica Hahaianu.

Alessio Burtone, condannato in appello nel 2012 a 8 anni per l’omicidio, dopo quattro anni trascorsi tra gli arresti domiciliari e il carcere romano di Regina Coeli, due giorni fa è stato scarcerato e affidato ai servizi sociali.
Un caso che sta scatenando la rabbia di molti quello del giovane romano che, secondo quanto stabilito dai giudici, potrà uscire di casa per andare al lavoro e in palestra, purchè rientri nella sua abitazione entro le otto di sera.

I primi ad essere increduli difronte a questa notizia sono i familiari di Maricica. A parlare per loro è l’avvocato Alessandro Di Giovanni:

“I parenti hanno saputo della scarcerazione di Alessio Burtone dalla tv: sono furiosi e non riescono a farsi una ragione del fatto che un uomo, accusato della morte di un altro individuo, sia libero dopo soli quattro anni. In questi casi è davvero difficile spiegare ad uno straniero che questa è la legge italiana. I giudici del Tribunale di sorveglianza hanno solo applicato la legge. Il problema è a monte: si stanno depenalizzando reati socialmente pericolosi con il rischio che i cittadini non vengano più tutelati e si arrivi alla paura di uscire di casa. Tocca al legislatore dare risposte quando accadono cose del genere”.

Sulla scarcerazione interviene anche Marian Mocanu, del movimento Europei per l’Italia:

“La condanna per Burtone  di soli 8 anni ci è sembrata da subito troppo leggera. Il colmo è avvenuto oggi, quando abbiamo saputo che il colpevole della morte di Maricica è stato liberato per “buona condotta” e affidato ai servizi sociali, e , potrà lavorare e andare in palestra. La comunità romena considera che la legge deve colpire duramente tutti i criminali a prescindere dalla loro nazionalità e crediamo che la giustizia italiana deve garantire a tutti i cittadini che chi è colpevole di simili crimini paga fino alla fine. Fermo restando il rispetto per la legge italiana e per le decisioni della giustizia per la quale abbiamo profondo rispetto e fiducia ci sembra normale chiederci com’è possibile che una persona che  ha ucciso un’altra persona in maniera così brutale sia libero dopo soli quattro anni di reclusione?”