Roberta Lanzino: 30 anni dopo, la cronaca della sua orribile morte diventa un film

Un cold case che diventa film, trama oscura che arriva dalla cruda realtà dell’omicidio di Roberta Lanzino. Era il 26 luglio 1988, e 30 anni dopo non c’è un colpevole…

Il caso di Roberta Lanzino si traduce in una pellicola del regista Giulio Ancora, intitolata Due Destini. Un modo per riaccendere le luci della cronaca sul quel delitto, rimasto insoluto tra le polveri dei ricordi e del dolore. Aveva soltanto 19 anni Roberta quando scomparve, per poi essere ritrovata cadavere a testimoniare lo scempio di una mano assassina su quel corpo di giovane donna che ancora chiede giustizia.

Il caso Lanzino 30 anni dopo

Sono passati esattamente 30 anni dalla morte di Roberta Lanzino, scomparsa a Rende (Cosenza) il 26 luglio 1988. Il 2018 ha visto riaffiorare quel cold case in tutta la sua prepotenza, attraverso la traduzione cinematografica dell’omicidio ad opera del regista Giulio Ancora.

A dare ancora voce a quella tragedia, che grida incessantemente verità, sarà un lungometraggio dal titolo Due Destini, che ripercorrerà le tappe salienti di una vicenda giudiziaria dai contorni ancora frastagliati e mai definitivi.

Roberta Lanzino
Fonte Foto: https://www.facebook.com/mediaterroniatv/

Roberta Lanzino, storia di un omicidio

Roberta Lanzino è diventata una delle donne simbolo del femminicidio, e del sempre presente spettro dell’impunità dietro i crimini contro le donne. Era uscita dalla sua abitazione di Rende il 26 luglio 1988, per raggiungere i genitori al mare, in sella alla moto di suo fratello, Luca Lanzino.

Ma la 19enne non è mai arrivata a destinazione, finendo per diventare protagonista di uno dei più oscuri misteri della cronaca nera nazionale. Inseguita da ignoti su una Fiat 131 Mirafiori, lungo quella strada poco frequentata che la separava da una giornata di festa in famiglia, fu aggredita e stuprata, poi uccisa.  Colpita con un coltello e soffocata con le spalline della sua stessa camicia, in uno dei quadri più inquietanti della violenza di genere consegnato all’albo dei casi irrisolti.

Roberta Lanzino: processo senza colpevoli

1988-2018: nessuno degli interrogativi dietro la fine di Roberta Lanzino ha trovato una univoca risposta, una cornice di elementi in grado di assicurare alla giustizia i carnefici. Il processo Lanzino si è fossilizzato nelle cronache come un continuo rimbalzo tra le aule di un tribunale, senza che nessuno degli attori via via coinvolti si rivelasse risolutivo.

Furono interessati dal fuoco investigativo anche esponenti di punta della mala locale, di quella ‘ndrangheta calabrese che sembrava poter essere la chiave di volta per un giallo trasformato in enigma.

Sulla sorte della studentessa universitaria si è indagato in varie direzioni. Fu battuta la pista intorno al profilo dei fratelli Luigi e Rosario Frangella, pastori assolti per non aver commesso il fatto finiti sotto la lente investigativa dopo la testimonianza di un cugino.

9 anni di iter giudiziario, concluso nel 2017, portarono anche all’assoluzione di Franco Sansone, accusato dello stupro e dell’omicidio con un presunto complice, Luigi Carbone. Per la sparizione di quest’ultimo con ipotesi di lupara biaca, Sansone era finito a giudizio insieme al padre, Alfredo, poi assolti.

Roberta Lanzino: il film Due Destini

Il film sulla storia di Roberta Lanzino sarà prodotto dalla Cineflex di Roma. Le riprese inizieranno nel 2019, e dovrebbero durare circa 5 settimane.

Il lungometraggio Due Destini ripercorrerà la cronaca di quella morte violenta, nel teatro naturale dei fatti tra Rende e San Lucido, nel Cosentino. Ancora sconosciuti al pubblico i nomi di punta del cast di attori che avranno il difficile compito di interpretare una delle più sanguinose pagine degli anni ’80.

Fonte Foto: https://www.facebook.com/mediaterroniatv/

ultimo aggiornamento: 07-08-2018

Giovanna Tedde

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