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Il ritorno del grembiule nella moda: la storia diventa haute couture

Una modella sfila in passerella con un grembiule rivisitato come accessorio di alta moda.

Parlare del grembiule oggi, è inevitabile ripercorrere le sue origini, le metamorfosi e la sua sorprendente attualità, simbolizza le donne, dalle fabbriche ai servizi, alla casa.

Nasce come capo funzionale, le civiltà antiche lo consideravano una protezione: i tessuti grezzi coprivano gli abiti dagli odori, dalle macchie, dagli schizzi, trasformandolo in un indumento che definiva il rapporto tra corpo e lavoro. È protezione e cura, un simbolo dello sforzo e della fatica delle donne». Quel caro, vecchio, praticissimo indumento  che fino a poco tempo fa si trovava più facilmente nella cucina di casa che sulle passerelle.

Sfila con grazia sfrontata

Indossato sopra giacche sartoriali, gonne trasparenti e sandali borchiati. I grembiuli della primavera/estate spaziano dal cotone ruvido al raso lucido, dai colori pastello ai toni più scuri e materici, e spesso sono decorati con ricami, applicazioni metalliche o volant eccentrici. Ogni dettaglio, dalla fibbia al nodo in vita, racconta una storia di lavoro, dedizione e stile. Alcuni sono lunghi, da lavoro; altri mini e con volant, a metà tra collegiale ribelle e cuoca radical-chic. Il grembiule non è più “di servizio”: è protagonista, anzi manifesto. La struttura tessile del capo è semplice, eppure scegliendola si scrive un manifesto estetico preciso, così come fanno le grandi Maison – Miuccia Prada, ad esempio -. La designer lo considera capo rappresentativo della donna perché porta impressi i segni della sua storia domestica e umana; in un settore che spesso sublima la femminilità attraverso la leggerezza, la scelta di riportare il grembiule al centro ribalta le gerarchie di valore, offrendo visibilità a ciò che è stato invisibile per generazioni.

Una modella sfila in passerella con un grembiule di jeans rivisitato come accessorio di alta moda.
Dettaglio del look di una modella che indossa un grembiule di jeans come originale accessorio di tendenza. – www.donnaglamour.it

Un capo antico che racconta la storia del lavoro

E pensare che tutto ebbe iniziò con un panno legato alla vita per coprire il grembo (non a caso si chiama così). In spagnolo “delantal”, in inglese “apron”, in francese “tablier”: una piccola tovaglia, una protezione, un cuscinetto tra l’ordine e il disordine.

La storia del grembiule nella moda affonda radici nel Medioevo, era un capo pratico per artigiani e membri delle corporazioni, che ne usavano forme e materiali diversi per distinguere la propria professione. Allo stesso modo in Giappone, il “makake” era l’accessorio indispensabile dei bottegai nei mercati,  talvolta decorato con il logo della bottega e realizzato con tessuti resistenti per durare nel tempo. Nei secoli è passato dalle mani dei parrucchieri inglesi alle cucine americane degli anni ’50, diventando simbolo domestico, status professionale, e icona vintage da sitcom. Il grembiule rappresenta tutto: il lavoro di cura, di casa, quello quotidiano, quello emotivo. Un solo capo che contiene moltitudini,  e diventa chic, perché ciò che una volta cercava di nascondere, lavoro e, fatica, oggi non solo viene mostrato, ma persino celebrato.

Dalle passerelle alla cultura: la moda cambia sguardo

Come ogni capo degna di nota, la critica si è divisa: c’è chi ha gridato al genio e chi ha alzato il sopracciglio. Ma non era forse moda anche la tuta operaia di Chanel o il tailleur pantalone della prima donna in Parlamento? Forse, la moda è proprio ciò che prende l’ordinario e lo trasforma in straordinario? Forse, la vera rivoluzione oggi non è inventare nuovi capi, ma dare nuovo significato a quelli che già conosciamo? Il  grembiule oggi è presenza, indossarlo non è solo una scelta estetica, ma è gesto che racconta e celebra chi lavora senza clamore e dà valore a ciò che spesso passa inosservato.

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ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2026 15:48

Rettifica all’articolo del 15 giugno 2026 su Monica Setta