Per quasi tutte le donne, è risaputo quanto la menopausa sia una fase piuttosto delicata, contraddistinta da frequenti sbalzi d’umore, da picchi di stress giornalieri, da insonnia e dalle classiche vampate di calore.

Se trattasi di menopausa precoce, vale a dire antecedente ai 40 anni, le difficoltà risultano ancora più evidenti.

A tal proposito, uno dei quesiti che si è posta più volte la comunità scientifica è se esistano i presupposti per procrastinare questo periodo decisamente critico, arrestando in maniera netta l’ovulazione e la conseguente possibilità di riprodursi.

Il sesso regolare allontana la minaccia della menopausa

Uno studio effettuato dai ricercatori della University College di Londra sui dati di un’altra ricerca, condotta nel 1996-97, su un campione di 2.936 donne, mette in evidenza come, a una maggiore frequenza di rapporti sessuali settimanali, corrispondano minori possibilità di andare incontro alla menopausa precoce.

Delle 2.936 donne intervistate appartenenti al campione, il 48% era di razza caucasica non ispanica. In larga parte, le variabili del campione prevedevano un livello di istruzione decisamente elevato, quasi sempre due figli e un matrimonio: il 78% viveva una relazione sentimentale stabile e il 68% conviveva con il partner.

Ciò che gli esperti inglesi hanno evidenziato risulta davvero sorprendente: le donne che hanno avuto rapporti sessuali con frequenza settimanale, avevano il 28% in meno di possibilità di soffrire di menopausa prematura, se paragonate ad altre donne del campione che non avevano fatto sesso con una certa frequenza. Le donne che avevano avuto rapporti sessuali con cadenza mensile registravano il 19% in meno di probabilità di essere in menopausa.

Secondo lo staff di ricercatori, la causa principale risiede nel fatto che, a fronte di una scarsa attività sessuale, l’organismo tende a focalizzarsi su altri obiettivi, investendo energie altrove. Quindi, non sussiste alcun tipo di chance di rimanere incinta, nel momento in cui le energie vengono impiegate in maniera alternativa. In primo luogo, nella famiglia.

Ovulazione giudicata come inutile

Nel corso dell’ovulazione, la funzione immunitaria delle donne risulta compromessa. Di conseguenza, l’organismo è più esposto alle malattie. I ricercatori evidenziano come, nel momento in cui non ci sono probabilità di gravidanza, per via dell’assenza di attività sessuale, l’organismo si rende conto in maniera consapevole che non è il caso di investire su un processo costoso qual è, appunto, l’ovulazione.

La fertilità femminile è a tempo

Sebbene possa sembrare un po’ troppo semplificativo, non sarebbe un azzardo asserire che quest’ipotesi di natura adattiva prevede che è il corpo delle donne a decidere quando è giunto il momento di porre fine ai rapporti sessuali regolari. O, più precisamente, quand’è il caso di non nutrire più alcun interesse nell’affrontare una gravidanza. Si tratterebbe di un comportamento adattivo, in quanto le donne sarebbero consapevoli di quando è arrivato il momento di cessare l’ovulazione, risparmiando così energie che investirebbero su altri progetti. Appare chiarissima la connessione tra il sesso e il buono stato di salute.

L’ipotesi della nonna

Megan Arnot, protagonista di questa ricerca, conferma quella che in gergo viene definita “ipotesi della nonna”. Di cosa si tratta? La menopausa ha finito per evolversi nelle donne, permettendo alle nonne di badare ai nipoti e assicurare, di fatto, la normale prosecuzione della specie umana.

Numeri a confronto

La ricerca, pubblicata su un autorevole giornale scientifico come Royal Society Open Science, ha analizzato i dati rilevati a cavallo tra il 1996 e il 1997 da una ricerca statunitense sullo stato generale di salute delle donne. Ciò che è venuto fuori è stato a dir poco sorprendente: nel campione preso in esame, non figuravano donne entrate in menopausa, visto che la prima intervista veniva fatta a 45 anni compiuti.

Tra le donne intervistate, il 46% cominciava a palesare i primi sintomi di menopausa precoce: i più ricorrenti erano le classiche vampate di calore che comportano irregolarità del ciclo mestruale. Il restante 54%, invece, faceva parte di quelle che, pur non presentando sintomi di menopausa, avevano a che fare con cicli mestruali regolari. Insomma, i classici aspetti che caratterizzano le donne nella fase antecedente alla menopausa.

Nel corso di questa ricerca, veniva chiesto alle donne facenti parte del campione, che frequenza di rapporti sessuali avessero. Dopo aver raccolto le loro risposte, ciò che veniva fuori è che, per quanto la menopausa risultasse chiaramente inevitabile, i suoi tempi possono essere considerati adattivi, in relazione alle possibilità di restare incinte. E anche numerosi tra psicologi evoluzionisti e biologi sono di quest’avviso.

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Esiste un’età precisa per la menopausa?

La risposta al suddetto quesito è negativa. Ogni caso va considerato a sé stante, per il semplice motivo che intervengono tutta una serie di fattori eterogenei. In linea di massima, è possibile asserire che, in buona parte delle donne, la menopausa fisiologica si verifica a cavallo fra i 45 e i 55 anni. Vi sono casi di menopausa precoce, dove la soglia degli anni si abbassa addirittura sotto ai 40 anni e situazioni di menopausa tardiva, dove si alza fino ai 60 anni.

Ad anticipare la menopausa, vi sono svariati fattori che vanno da un’alimentazione poco sana al fumo, senza dimenticare l’eccessivo consumo di alcool. Con la ricerca effettuata dallo staff della University College di Londra, viene fuori anche una variabile aggiuntiva: la scarsa frequenza di rapporti sessuali. Insomma, il mantenersi sessualmente attivi sembrerebbe essere uno dei migliori alleati possibili per posticipare la menopausa, anche grazie alla masturbazione femminile per mezzo di sex toys e non (consigliati quelli in vendita su fantasiepiccanti).

Insomma, citando la ricerca firmata non a caso da due donne – Ruth Mace, ricercatrice della facoltà di Scienze della Vita della Lanzhou University, situata nella provincia cinese del Gansu, e Megan Arnot, dottoranda presso il dipartimento di Antropologia dell’University College di Londra – fare più sesso posticipa l’arrivo della menopausa prematura.

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