Ma anche saracinesche, muri, i giochi nei giardini pubblici. RetakeRoma assolda volontari che, nel nome dell’arte, ripuliscono e poi decorano qualsiasi superficie imbrattata dai vandali.

RetakeRoma va soltanto guardato. Eppure, se lo si volesse raccontare, va detto che  capita, gironzolando per Roma, di trovarsi di fronte a cassonetti della spazzatura damascati. Azzurri o rossi. Altri a fiori. Come capita, altrettanto inaspettatamente, di intravedere cellette telefoniche decorate. O, ancora, muri che raccontano di personaggi e storie, disegnati da una mano d’artista. Tanto che, nella Capitale, non si fa che parlare di questo movimento apolitico, che  – oramai da alcuni anni – mira a sviluppare il senso civico e a combattere il vandalismo attraverso l’arte.

Non trovate siano creazioni uniche nel loro genere? Abbelliscono la città, creando una vera e propria moda. Il gusto estetico di questi pionieri della “civiltà urbana”, così mi piace chiamarli, è un valore aggiunto per l’arredo di qualsiasi città. Ecco perché ho deciso di presentarvi la loro missione.

Spiegano, infatti, che prima puliscono la superficie imbrattata, dopodiché procedono con la copertura artistica:

“L’idea di coprire questi oggetti con arte è di prevenire futuri atti di vandalismo. Ad esempio, il grigio senza nessun disegno sopra attira l’imbrattamento e diventa una lavagna per le scritte. Invece esiste una specie di codice fra i vandali, secondo il quale si rispetta l’opera artistica, che quindi non viene toccata. Ecco perché incoraggiamo anche l’uso dei murales sulle serranda. L’arte previene il vandalismo”.

RetakeRoma accoglie chiunque faccia proprio questa filosofia, che a Roma ha permesso di intervenire in diverse zone della città: dalla clinica di Ematologia del Policlinico Umberto I al Parco di Tomba di Nerone. Muniti di spazzoloni e guanti, i ragazzi di scuole e università rappresentano un’ampia fetta di operatori per questo genere di attività: una moda più che chic da passarsi tra i giovanissimi, maggiormente esposti alla piaga del vandalismo.

Pensate che una delle inizitive (lo scorso 3 maggio), portate avanti dal movimento sulle sponde del re Tevere, ha addirittura coinvolto in prima persona il sindaco Ignazio Marino e l’ambasciatore statunitense John Phillips. Adesso riflettori sono puntati sul prossimo evento, ancora da annunciare.

Dunque, saracinesche giù. Questi volontari sono sempre pronti a grattare via i dispetti degli irrispettosi. E, anzi, regalano ai passanti un momento di piacere per gli occhi, e i cuori più modaioli.

Contageranno, o meglio “vestiranno”, anche altre città italiane?

Giovanna Boglietti.

Guarda cosa accadde oggi.

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Ultimo aggiornamento: 13-05-2014


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