Il noto produttore di energy drink Red Bull è stato condannato a rimborsare ai consumatori americani 13 milioni di dollari con l’accusa di falso nella propria pubblicità: il drink infatti “non ha messo le ali”.

Red  Bull mette le ali? Non proprio. E’ quanto hanno stabilito i giudici negli Stati Uniti, che hanno condannato la nota azienda che produce l’energy drink a risarcire i consumatori per la bellezza di 13 milioni di dollari.

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In pratica, secondo i giudici non vi sarebbe stato alcun miglioramento nelle prestazioni dopo la consumazione di Red Bull e dunque la bevanda non avrebbe messo le ali a nessuno. In pratica, non vi sarebbero prove scientifiche fra l’avere assunto Red Bull e una migliore velocità di reazione, tanto che uno dei cittadini che si sono rivolti ai giudici, tale Benjamin Careathers, ha dichiarato che nonostante abbia bevuto il drink fin dal lontano 2002, non avrebbe mai riscontrato alcun effetto nelle proprie capacità fisiche e atletiche.

Red Bull ha dichiarato di avere accettato la condanna perché, pur ritenendosi innocente, non ha voluto sostenere i costi di un lungo giudizio nelle aule dei tribunali americani, che ormai hanno una consolidata fama per i costi delle spese legali e per cause intentate con strani motivi e ha fatto sapere che rimborserà ai consumatori statunitensi che ne faranno richiesta 10 dollari a testa, oppure due prodotti Red Bull del valore di 15 dollari.

I rimborsi però saranno limitati al tetto di 13 milioni di dollari, e non si sa come questi saranno divisi se, come è probabile, la somma delle richieste di rimborso sarà maggiore.

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ultimo aggiornamento: 23-10-2014

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