Ragazzo autistico non può partecipare alla festa di inizio anno

Un ragazzo autistico viene escluso dall’inaugurazione dell’anno scolastico, al Quirinale, perché privo degli insegnanti di sostegno.

Alla cerimonia inaugurale nei giardini del Quirinale dell’anno scolastico 2014-15 c’erano proprio tutti, ma lui, il ragazzo autistico, non ha potuto partecipare perchè non aveva l’insegnante di sostegno. D’altra parte il titolo, così caro a chi scrive, Tutti a scuola, non poteva essere più adatto all’evento. Tutto sembrava perfetto. Qualcuno, però, aveva “dimenticato” di invitare il bambino autistico.

Il bambino autistico, che frequenta la prima media in un plesso scolastico di Roma,  ha rischiato seriamente di non partecipare alla cerimonia di apertura dell’anno scolastico al Quirinale perché non c’era nessun insegnante di sostegno disposto ad accompagnarlo.

“Questa mattina ho accompagnato Antonio. Dopo un breve colloquio con l’insegnante di sostegno referente, che coordina le altre insegnanti di sostegno, l’ho lasciato in classe insieme ai compagni”, racconta la madre Lucia.

“Alle 9.30 mi hanno avvertito per telefono che gli altri sarebbero andati al Quirinale, Antonio non era nella lista perché non aveva la mia autorizzazione. Mi sono offerta di recarmi subito a scuola, ma niente da fare: non era stato inserito in lista il nome dell’insegnante di sostegno che lo avrebbe dovuto accompagnare”.

La madre del piccolo autistico ha provato a protestare con la vice preside, ma è stato inutile; allora ha raccontato tutto alle altre mamme, che hanno telefonato in massa alla viceepreside, minacciando di ritirare i loro figli dalla scuola, se Antonio non fosse andato con loro.

La vicepreside ha dovuto cedere ed ha accompagnato di persona il ragazzino autistico al Quirinale insieme alla sua classe.

“Sicuramente c’è stata poca sensibilità, poca attenzione”, sottolinea la mamma del piccolo autistico. “Vedere sfilare i bambini con il cappellino e la maglietta della festa mentre io portavo via Antonio non è stata una bella scena, né per me né per lui”. E aggiunge: “Le insegnanti di sostegno erano all’oscuro di tutto. E’ rimasto molto male, anche se non lo dirà mai: ma il suo sguardo parlava per lui”.

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ultimo aggiornamento: 24-09-2014

Emanuela Bertolone

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