Quanto guadagna un commercialista

Come diventarlo e perché

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Ci sono figure professionali difficilmente sostituibili, e quella del commercialista è una di queste. Improbabile infatti che di colpo la gente non abbia più bisogno di fare la dichiarazione dei redditi. E per quanto ci si possa ingegnare da sè, è sempre consigliabile avere un’assistenza professionale. Quanto guadagna un commercialista dipende però dal suo inquadramento, se come dipendente di uno studio o come privato. E ovviamente dal giro di clienti creato, che può davvero fare la differenza.

Quanto guadagna un commercialista

La fortuna sarebbe quella di essere assunti presso uno studio di consulenza dopo il praticantato. In tali casi si parte da uno stipendio di 1.200 euro, che possono diventare 2.500 o 3.000 dopo anni di esperienza. Da ricordare però che il praticantato dura tre anni e non è remunerato, in quanto vale come formazione professionale. Finito questo tirocinio ci si può iscrivere ai concorsi pubblici e all’albo. Tutto questo preceduto da una laurea triennale in Economia e gestione aziendale più una laurea magistrale. L’esame per diventare commercialista prevede 3 prove orali e 3 scritte e prevede un punteggio minimo di 6 decimi. Viene considerato piuttosto difficile, e necessita un continuo aggiornamento in materia di legge.

Commercialisti che lavorano in proprio

Come ogni attività indipendente, anche quella da commercialista può essere dura nei primi anni. Dopo il quarto o quinto si rientra nelle spese e si possono vedere guadagni fino a 5.000 euro al mese. Con una buona gestione e un giro di clienti cospicuo si può arrivare anche al doppio! La salvezza sono ovviamente i clienti importanti, disposti a pagare molto, ma si tratta di casi rari. Una minoranza di commercialisti, specie se titolari di studi storici, guadagna infatti cifre fantasmagoriche. Ma secondo le medie nazionali, i più percepiscono tra i 2.500 e i 6.000 euro come cifra massima.