Quando la donna è vittima di un love addicted. Ascoltate i segnali

Ci si incontra, ci si innamora, ci si unisce. Poi ci si lascia e di lì, a volte, la tragedia. L’innamorato diventa un love addicted.

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L’adolescenza ci ha fatto annusare quella patologica morbosità verso amici, amiche e fidanzati. Riavvolgendo il nastro della memoria è facile rivivere quella sensazione di disorientamento, di sofferenza assoluta che ci rendeva incapaci di far altro se non essere disperati, forse inappetenti, sicuramente depressi. Eravamo love addicted! Giornate intere al telefono con le amiche, per parlare di lui, tra una canzone e l’altra in ricordo dell’amore che non c’è più. Sembrava di morire. E a volte, per sopravvivere, escogitavamo pedinamenti, telefonate mute, lettere. Un vero e proprio stalking. Poi crescendo, in teoria, la vita ci rende più forti, più equilibrati, più sani, soprattutto nell’affrontare questi lutti. In teoria e non sempre.

L’amore, quel sentimento che ci appaga quando troviamo la “metà della mela” (per dirla con le parole del Film “Tre uomini e una gamba”) e che ci distrugge quando finisce, staccandoci a forza quella metà momentaneamente incollata, può diventare una malattia, anche in età adulta. Una malattia che annebbia la mente, che fa perdere il controllo emotivo, che ci allontana ancor di più dall’essere noi stessi, privandoci così della più importante delle libertà che possiede un essere umano. Quando il love addicted è un adulto, può essere pericoloso, per se stesso e per chi lo ha “abbandonato”. La cronaca nera parla chiaro: Dall’agosto 2012 al luglio 2014 sono stati commessi circa 320 omicidi a sfondo affettivo (206 sono casi femminicidio).

La dipendenza affettiva può avere risvolti pericolosi, soprattutto nei casi di un’infanzia priva di affetto e stabilità. Il tutto riemerge, in questi casi, trasformando il sentimento in possessività. Un quadro psicopatologico che deve essere immediatamente identificato e mai preso sotto gamba. Talvolta il campanello d’allarme è la cosiddetta “Sindrome di Otello”, ovvero la patologia che porta a una immotivata gelosia da parte del partner, il quale cerca perennemente il riscontro di atti di infedeltà, pur non essendoci alcun motivo. E’ importante farci caso. Insomma, occhi aperti! E’ umano essere love addicted, ma con le solite misure. Duecentosei donne ne sono state vittime.