Quali sono rimedi naturali contro fame nervosa

Falsa fame causata da fattori ben lontani dalla necessità di nutrimento reale. Vediamo come scovarla e impedire che possa rovinarci linea e salute.

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E’ un meccanismo davvero perverso: mangiare pur non avendo fame. Come mai?  Si tratta di un’alterazione del meccanismo di controllo da parte dell’ipotalamo, oppure può essere generato da ansia, tristezza, senso di vuoto, rabbia, paura o noia. Gli esperti lo chiamano eating emozionale: l’affetto, la sicurezza o la gioia infatti sono sostituiti o ricercati nel cibo.

Esistono però degli alimenti naturali che hanno un potente effetto calmante nei confronti di questo stimolo. Cibi e bevande che contengono triptofano, precursore della serotonina ed in grado di attivare i neurotrasmettitori che rilasciano una gradevole sensazione di piacere e benessere. Quali sono? Frutta, in primis le banane, fonte primaria di triptofano. Ma anche latte, uova, formaggi freschi, legumi secchi e cereali integrali. Ugualmente utile è assumere alimenti ricchi di bromo, come la lattuga, e di magnesio, come frutta secca (noci e mandorle), cacao e cioccolato amaro, castagne.

Alcuni piccoli accorgimenti legati alle abitudini aiutano a far diminuire il senso di nervoso alimentare. Si consiglia un antipasto a base di frutta o verdura: i vegetali sono ricchi di fibre che creano massa nello stomaco, calmando la fame. Non eliminare mai del tutto pane e pasta dalla tavola, infatti i carboidrati hanno il potere di stimolare la produzione di serotonina.

E’ incredibile, ma provate anche ad abbinare le verdure ai primi. Come? Pasta con i broccoli: metteteci più broccoli che pasta. Anche mangiare piccante e con calma, funziona: questa combinazione agevola l’appagamento dello stomaco e il senso di sazietà. I piatti speziati favoriscono inoltre la produzione di endorfine, sostanze che aumentano il piacere, rendendo i pasti soddisfacenti. Bere spesso è un must: acqua, tè verde e tisane, centrifugati, succhi di frutta, frullati. Tutto contribuisce a saziare senza far salire l’ago della bilancia.