Punture di medusa e ammoniaca

I consigli degli esperti in caso di contatto e l’uso dell’ammoniaca

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Generalmente in caso di contatto con i tentacoli delle meduse responsabili della diffusione di tossine nel corpo, esistono degli accorgimenti. Si tratta di una serie di semplici regole che possono ridurre il fastidio e la durata dell’irritazione che generalmente dura dalle poche ore ad un massimo di due o tre giorni. Interessante anche il parere degli esperti sull’ammoniaca che ha subito un netto cambiamento.

La cura migliore consiste nel coprire la parte colpita, nel lavarla bene con acqua marina  e nel porre impacchi di bicarbonato o aceto bianco. Questi sono i metodi naturali migliori ma esistono pomate cortisoniche che alleviano i fastidi ma entrano in azione solo dopo mezz’ora. Ottimo anche il gel astringente al cloruro di alluminio che diminuisce la diffusione delle tossine.

Punture di meduse e ammoniaca

A lungo si è ritenuto opportuno trattare la zona colpita con urina e ammoniaca. I recenti studi hanno in realtà segnalato l’inutilità di questo metodo. L’urina in particolare sarebbe del tutto inefficace e anzi scarsamente igienica. L’ammoniaca invece non produce alcun effetto positivo ma potrebbe anzi aumentare l’infiammazione.

I metodi antichi sono quindi da escludere in questo caso. E’ una popolare consapevolezza il dover trattare la puntura con urina e ammoniaca perchè per anni è stata ritenuta una soluzione efficace e attuabile praticamente anche sul luogo, ma ormai è dimostrata la non validità.

Generalmente basta trattare opportunamente la zona colpita come si è detto e aspettare qualche ora o al massimo un paio di giorni per la fine di prurito e fastidio.

Ricordate di non sfregare la parte e di porre attenzione ai sintomi. Un peggioramento può essere dovuto ad allergie o ad un tipo particolare di medusa. Rivolgetevi subito a medici e specialisti per evitare ulteriori fastidi o problemi.