Processo Costa Concordia: Schettino in aula nonostante l’influenza. Ci si prepara per l’arringa difensiva

Iniziata questa mattina l’udienza del processo a Francesco Schettino in merito al naufragio della Costa Concordia. Nonostante l’influenza Schettino è presente in aula pronto per l’arringa difensiva.

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Nonostante continui ad avere l’influenza è presente in aula Francesco Schettino per assistere all’arringa difensiva nel processo di primo grado. Questa mattina il suo avvocato Domenico Pepe ha depositato soltanto ai fini di testimonianza il certificato medico, considerando che l’imputato è regolarmente in aula: un’influenza che l’ha costretto anche nei giorni scorsi ad abbandonare l’aula.

Pepe, dopo aver consegnato il certificato medico ha iniziato la parte finale dell’arringa difensiva.

L’avvocato penalista ha detto:

“Ci siamo sempre resi disponibili nonostante le enormi responsabilità, vi sarete resi conto della pressione mediatica, una pressione che ci ha tolto respiro, e che peraltro è stata organizzata per delineare il personaggio che è poi emerso. Ci sono state molte esasperazioni.”

Durante la lunga mattinata di oggi in tribunale, l’avvocato Pepe ha ricordato un episodio precedente l’udienza preliminare:

“Quando nel 2012 all’allora procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, proposi un patteggiamento per Francesco Schettino, tra quattro e cinque anni, mi fu risposto: ‘Non se ne parla nemmeno’. E così andammo al dibattimento”.

Il legale ha poi criticato la procura per la notifica “dell’avviso di chiusura indagini avvenuta coi carabinieri il 21 dicembre 2012, vicino a Natale quando io ho 20 giorni per chiedere un interrogatorio”.

Mentre Schettino ascoltava in silenzio e febbricitante, l’avvocato Pepe ha evidenziato un

“certo accanimento contro Francesco Schettino con modalità disgustose e sconcertanti in merito al sequestro che il mio assistito ha subito della casa, della moto, di un box e perfino di un quinto dell’appartamento del padre.  Alla casa, dove vive anche la figlia sedicenne, hanno apposto un cartello con scritto “Immobile sottoposto a sequestro penale¨. E così anche alla casa dei genitori, dove c’era la madre di 86 anni”.