Prima sconfitta per Bossetti: “Ammessi tutti gli atti”

Si aggrava la posizione di Massimo Bossetti: il gup di Bergamo ha deciso di inserire anche la consulenza del Ris sul Dna trovato sul corpo della 13enne Yara Gambirasio nel fascicolo d’indagine.

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Il gup Ciro Iacomino ha ammesso nel fascicolo a carico di Massimo Bossetti tutti gli atti d’indagine, tra cui quello del Dna trovato sul corpo della 13enne di Brembate di Sopra, Yara Gambiraiso, uccisa nel 2010.

Ora spetterà alla Corte d’assise valutare la consulenza del Ris, mentre la difesa del carpentiere, che si trova in carcere da quasi un anno, ne chiedeva l’esclusione.

Si tratta di un punto a favore dell’accusa che aggrava sempre di più la posizione di Massimo Bossetti ad oggi unico indagato era la morte della giovane ginnasta 13enne Yara Gambirasio.

Accusa dalla quale Massimo Bossetti, muratore residente a Mapello, sposato e padre di famiglia, si è sempre difeso dichiarandosi innocente.

Per i legali del presunto assassino Massimo Bossetti si tratta di una prima sconfitta in vista del processo “vero e proprio” che inizierà il prossimo 3 luglio.

Tra gli atti ammessi c’è anche la consulenza del Ris sul Dna trovato sul corpo di Yara e che corrisponderebbe a quello dell’imputato, che invece la difesa chiedeva di escludere, perchè la giudica irripetibile.

Intanto, in attesa del processo, a prendere parola in favore dell’imputato Massimo Bossetti è Antonello Soro, Garante della Privacy, che intervistato da Klaus Davi per il talk show ‘KlausCondicio’, in onda su You Tube ha detto:

“Prima ancora dell’avvio del vero e proprio processo, il cittadino Bossetti è stato trattato in modo incivile e rappresentato come un mostro in prima pagina. Non spetta ai giornalisti emettere la sentenza usando i ferri di campagna, come accadeva una volta, prima che un processo di civilizzazione avesse trovato una norma che esplicitamente lo vietasse”.