Pif, standing ovation a Bologna per il suo film “La mafia uccide solo d’estate”

Grande successo di Pif alla presentazione de ‘La mafia uccide solo d’estate’ al cinema Perla dove sono stati raccolti fondi per i senza fissa dimora.

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Un successo tira l’altro per Pif, l’ex iena con la passione del cinema. Standing ovation a Bologna alla presentazione del suo ultimo film al cinema Perla, ‘La mafia uccide solo d’estate’. Guarda il trailer. Il giornalista-regista, famoso anche per gli spot  di una nota compagnia telefonica, ha sorpreso sin dall’arrivo: indossata una pettorina gialla fluorescente, si è messo a vendere alcune copie di ‘Piazza Grande’ ai ragazzi che stavano aspettando l’inizio della proiezione.

Venti gli euro raccolti in mezz’ora di vendita. Merito delle indiscusse capacità persuasi vedi Pif. Il ricavato è stato immediatamente girato nelle casse dell’associazione dei senzatetto che edita il periodico. Poi, in sala, Pif ha alternato momenti seri ad altri goliardici. “Sto cercando di fare un museo dell’antimafia e sto attento perché nel mondo dell’antimafia si odiano”, ha detto Pif. “Ho fatto una puntata de ‘Il Testimone’ sulla mafia e avevo intervistato persone meritevoli, e c’era sempre una voce che si alzava e che non era d’accordo con quella scelta. Non se ne esce vivi, ma io voglio sconfiggere la mafia e più si parla di mafia al Nord meglio è”.

Per Pif, alis  Pierfrancesco Diliberto, si può – anzi si deve – coniugare il divertimento con l’impegno civile. “Quando vado nelle scuole dico che dobbiamo saper identificare i nostri eroi prima che lo faccia la mafia, e non dopo che li abbia uccisi. Prima la mafia era un problema del Sud, i democristiani erano consapevoli, era un fenomeno culturalmente accettato che ci fosse la mafia. Immaginate essere magistrato o poliziotto a Palermo in quegli anni, con la società che tifa contro. Per questo sono eroi”.

Ma come va a finire ‘La mafia uccide solo d’estate’? Pif  racconta di un fantomatico finale alternativo: “Dopo le stragi c’era un salto temporale e la voce di Arturo che raccontava di essere rimasto solo, poi partiva il filmato ‘Meno male che Silvio c’è’. Ma era una minchiata, lo sapevo e dalla produzione me lo hanno stoppato”.

Guarda cosa accadde oggi.

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