Pesce scorpione: uno dei più pericolosi al mondo

chiudi

Caricamento Player...

C’è una nuova specie aliena che minaccia i mari italiani: è il pesce scorpione, il quale è stato già avvistato anche nel Mediterraneo

Anche se siamo a novembre è tempo di parlare di mete turistiche marittime e dell’eventuale rischio di pericoli: stiamo parlando del pesce scorpione, originario del Mar Rosso, è stato già avvistato negli ultimi tempi anche nel Mediterraneo, prima al largo delle coste tunisine, e poi in Sicilia.

Ben due esemplari di pesce scorpione sono stati avvistati nel canale di Sicilia da parte di alcuni pescatori, e gli esperti dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, si sono già messi al lavoro per tentare di mettere in campo contromisure efficace al fine di arrestarne la riproduzione, giacché questo pesce è considerato molto invasivo e si teme possa diffondersi eccessivamente nei mari italiani, con tutte le conseguenze del caso.

Si tratta di un esemplare molto velenoso e pericoloso per l’uomo, e in grado di alterare i già precari equilibri del nostro ecosistema marino. Alla base di tali spine – evidenziano dall’AMP Isole Egadi – sono presenti alcune ghiandole che producono un potente veleno: nel peggiore dei casi l’eventuale puntura può avere effetti letali per l’uomo. Lo stesso veleno, infatti, si mantiene attivo dalle 24 alle 48 ore dopo la morte del pesce e la pericolosità resta, quindi, elevata anche su esemplari morti da diverse ore.

Allarme e disinfestazione

Gli esperti hanno lanciato istantaneamente l’allarme per tentare di disinfestare i nostri mari prima che il pesce scorpione in Italia possa combinare danni seri, oltre che rovinare le prossime vacanze estive a milioni di italiani e turisti stranieri che si recano in spiaggia durante le ferie.

A rischio sono davvero tantissime mete italiane con l’arrivo di questo pesce che quando attacca con la sua puntura può uccidere. Tra la Tunisia e la Sicilia ne sono stati catturati ben due esemplari e quindi non è da escludere che ce ne siano altri liberi.

I danni che può portare all’uomo sono vari e a scalare. Si parte dalle ecchimosi sino ad arrivare nei casi gravi e rari anche alla morte.

Fonte Immagine: pixabay