Per fermare l’emorragia dell’Ebola, arrivano le soluzioni

5 errori da evitare in palestra

Per fronteggiare la minaccia di Ebola, la lotta continua senza sosta. Il nostro Paese, ha dato il suo prezioso contributo per le cure.

In questi giorni, non si parla d’altro che di ebola, la pericolosa malattia infettiva che si può trasmettere dagli animali alle persone, e conduce in pochi giorni alla morte. Una vera e propria emergeza al quale il nostro Paese sta cercando soluzioni per risponder nel miglior modo possibile.

L’abruzzese Gaetano Marrocco a capo del gruppo di ricerca dell’Università di Tor Vergata ha messo a punto un cerotto che misura la febbre trasmettendo i dati a distanza grazie ad una antenna e che potrebbe essere usato negli aeroporti.

Il cerotto che misura la febbre e trasmette i dati a distanza, è trasparente, funziona senza batteria, è resistente all’acqua e traspirante e potrebbe essere usato negli aeroporti in casi di emergenze come l’Ebola o l’aviaria. Dopo esser stato sperimentato nell’attività sportiva per valutare l’incremento di temperatura durante lo sforzo fisico, il dispositivo è ora in fase di perfezionamento ed è basato sulla tecnologia di identificazione a radiofrequenza (come quella antitaccheggio usata nei libri).

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Dopo la produzione di cannabis terapeutica ormai avviata, grazie all’accordo preso tra Governo ed esercito, arriva un farmaco per contrastare il virus Ebola.

Il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha annunciato che lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze ha terminato la sperimentazione di un farmaco anti emorragico capace di arginare gli effetti più devastanti della patologia.

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ultimo aggiornamento: 24-10-2014

Licia De Pasquale

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