Partorisce dopo il reimpianto di ovaie congelate quando era una bambina

Reimpianto di ovaie congelate da bambina. Per la prima volta il trattamento funziona su una ragazza appena entrata nella pubertà e gli esperti assicurano: “Può funzionare anche per bambine più piccole”

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Per la prima volta al mondo, una donna ha dato alla luce un figlio grazie ad una tecnica che ha dell’incredibile: ovaie congelate quando era una bambina.

Protagonisti del successo sono stati diversi medici dell’ospedale Erasme di Bruxelles, in Belgio, che hanno visto nascere un bambino in piena salute lo scorso mese di novembre.

Alla donna i chirurghi hanno impiantato le ovaie che erano state rimosse e congelate quando era ancora una bambina. L’ha reso noto l’équipe dell’ospedale belga Erasmus alla rivista Human reproduction.

Alla donna era stata diagnosticata un’anemia acuta, che richiedeva una terapia particolarmente pesante.

Dopo un’attenta riflessione, i medici a 13 anni, prima d’iniziare la cura, avevano rimosso l’ovaio destro della ragazza e l’avevano congelata a frammenti, sperando di poterlo reimpiantare più avanti.

Dieci anni dopo, i chirurghi hanno effettuato il reimpianto e, a novembre dello scorso anno, è nato un bambino in perfetta salute.

Questa operazione apre speranze per centinaia di ragazzine che devono affrontare la chemioterapia o cure pesanti da piccole.

La neo mamma oggi ha 27 anni: dopo essersi ammalata fu sottoposta a una chemioterapia che nei bambini anemici ha effetti positivi sul sangue, ma mette a rischio le ovaie. La piccola non aveva ancora le mestruazioni, ma era già in pubertà.

Isabelle Demeestere, la ginecologa del centro di fertilità dell’ospedale Erasmus ha detto:

“La nascita è stato un momento di estrema felicità. Ero felice per la mia paziente perché temeva di non riuscire ad avere figli. Non avevamo altre scelte per farle avere un bambino”.

In passato ci sono stati casi di donne adulte che hanno avuto una gravidanza dopo il trapianto di ovaie, ma è la prima volta che questo accade su una persona che è stata trattata durante l’infanzia. La dottoressa ha ancora aggiunto:

“Non sapevamo cosa poteva succedere nei casi in cui il tessuto trapiantato coinvolge un paziente molto giovane. Ma quando ho visto che la paziente ovulava e aveva una buona reazione ormonale, mi sono convinta che sarebbe rimasta incinta”.