Parte il progetto per combattere la depressione post partum

5 errori da evitare in palestra

Troppo spesso le donne vengono lasciate sole ed entrano in depressione post partum. Questo senso di abbandono famigliare si unisce ai cambiamenti del corpo, ad una nuova vita di cui preoccuparsi e agli sbalzi ormonali.

Si è aperto oggi il congresso “Depressione pre e post partum, Rebecca blues” a cui è intervenuto anche il Ministro della salute Beatrice Lorenzin.

Questa giornata organizzata da Strade onlus e Rebecca Fondazione, è un’occasione per discutere la depressione post partum e per presentare al pubblico il progetto Rebecca Blues, software che migliorerà l’interazione medico-paziente e che permetterà alle neo-mamme di procedere ad un auto-analisi.

La depressione post partum è che non viene diagnostica perché molte donne se ne vergognano e cercano di nascondere i sintomi.

Il  Ministro della salute Lorenzin dice:

“Dobbiamo fare in modo che la donna possa essere anche aiutata nella consapevolezza e nell’empowerment in quella fase della propria vita e soprattutto possa avere qualcuno con cui parlare se riscontra delle sintomatologie o delle situazioni diverse da quelle ordinarie. Non bisogna vergognarsi“

Un supporto arriva quindi dalla piattaforma Rebecca, su cui le donne possono trovare risposte a molti dubbi, senza bisogno di rivolgersi continuamente al proprio medico curante. Un team di esperti potrà fornire rassicurazioni ai dubbi delle delle neo-mamme, non facendole sentire sole e alleviando, anche parzialmente, il disagio e la fatica che a volte derivano dall’essere madre.

Una sindrome più diffusa di quanto si pensi: colpisce il 13% delle donne (80.000 all’anno in Italia). Purtroppo solo una su quattro riceve una cura adeguata.

Con questo progetto post partum, l’obiettivo è limitare il più possibile questo delicato fenomeno.

Se ti è piaciuta la notizia, condividila sui social!

ultimo aggiornamento: 13-10-2014

Licia De Pasquale

Per favore attiva Java Script[ ? ]