Paolo Virzì pronto a portare a casa l’Oscar per “Il Capitale Umano”

Candidato come miglior film straniero, Paolo Virzì potrebbe portare a casa l’Oscar solo un anno dopo “La Grande Bellezza” che l’anno scorso si impose come il miglior film straniero dell’anno.

E’ “Il Capitale Umano” la pellicola Paolo Virzì candidata come “Miglior film straniero” alla corsa degli Oscar nel 2015.

Ed infatti a 12 mesi dal successo ottenuto da “La Grande Bellezza” l’Italia può iniziare a sognare un’altra statuetta con “Il Capitale Umano”. Ultima fatica di Paolo Virzì, il regista livornese classe 1964.

Virzì, cresciuto tra Torino e Livorno, Virzì ha frequentato per qualche tempo la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa girando alcuni lungmetraggi e cortometraggi. Trasferito nella capitale Virzì ha frequentato il corso di sceneggiatura del Centro sperimentale di cinematografia, dove si diploma nel 1987. Il vero successo per Virzì arriva nel 1997 con Ovosodo. La storia, nonostante la forte connotazione a livello locale, ha uno straordinario successo e riesce a conquistare critica e pubblico: la giuria del Festival di Venezia, presieduta dalla neo-zelandese Jane Campion, consegna al regista il Leone d’argento – Gran premio della giuria.

Ora il regista è a New York e dopo aver scaldato i motori al Tribeca Film Festival.

Il film il 16 gennaio sarà nelle sale cinematografiche americane:

“Sono a New York – dice Virzì – sia per fare promozione per Academy Awards sia per la Film Movement. Il film è in sala in 45 paesi e l’India vuole persino acquistare i diritti per un remake. Sono inoltre orgoglioso di rappresentare l’Italia agli Oscar. Ci sono in gara 82 paesi con film bellissimi. Cercheremo di non sfigurare, per ora le recensioni sono tutte molto buone. Il segreto de “Il Capitale Umano” è quello di toccare temi universali che riguardano il cosiddetto mondo privilegiato, l’infelicità che si nasconde sotto il benessere, ma non si fanno lezioni di moralismo, il messaggio arriva al pubblico attraverso la trama di un thriller. Il film, tra l’altro tratto dall’omonimo libro dell’americano Stephen Amidon, pur con le dovute differenza, ha molti punti in comune con la “Grande Bellezza”, diretto da Paolo Sorrentino e vincitore della statuetta come miglior film straniero all’ultima edizione degli Oscar: “Siamo più fratelli di quanto possa sembrare”.

 

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ultimo aggiornamento: 09-12-2014

Emanuela Bertolone

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