Paolo Brosio parla della sua conversione: “Però non sono un santo…”

Intervistato da Radio Cusano Campus, Paolo Brosio ha parlato della sua conversione che però non lo rende immune al fascino delle belle donne.


Paolo Brosio è stato intervistato da Radio Cusano Campus, a cui ha rivelato più dettagli della sua conversione e del come sia difficile essere un buon praticante, stando appresso al Signore. Il fascino delle belle donne, inoltre, continua a far presa sul giornalista, che però vive la sessualità, oggi, in maniera molto diversa rispetto al passato. Basta pensare che la sua conversione è arrivata nel 2008 nel bel mezzo di un’orgia…

Paolo Brosio: “Non sono un santo, se vedo delle belle donne…”

Paolo Brosio instagram
FONTE FOTO: instagram.com/paolobrosioufficiale

Queste le parole di Brosio: “La mia vecchia vita cerca di tentarmi ogni giorno, in ogni momento. Io comunque non sono diventato un santo, quando passa una donna la guardo e dal mio cuore non è che escano dei pensieri tanto puri. Sono debole. Stare dietro a Dio non è facile, tante volte preghi e poi caschi. L’amore si deve concretizzare nel fare figli, nel procreare. Se noi vogliamo amare una donna per godere noi stessi e basta diventa un problema”.

Il giornalista ha poi aggiunto dettagli sul momento in cui è arrivata la conversione: “Arrivavo da grandi sofferenze, la perdita di mio padre, l’incendio del Twiga, la separazione dalla mia seconda moglie. Poi una nottata matta. Ero a Torino dove facevo le dirette della Juve, lavoravo a Mattino5 e a Pomeriggio5. Siamo tutti a casa mia. Sento una voce ‘Paolo, devi smettere’. Erano le tre e mi sono messo a recitare l’Ave Maria. Ho cacciato tutti di casa”.

Il rapporto con il sesso è dunque cambiato: “Non sono un robot. Ma non è che non pratico dal 2008, sono un peccatore e ogni volta affronto la questione con il mio confessore; se dovessi andare in Cielo vorrei presentarmi pentito. Non sono un santo. Ci si può anche amare solo spiritualmente, perché strapazzare sempre il povero corpo”.