Paola Perego rivela un lato della sua vita che nessuno conosceva

Paola Perego racconta una lato nascosto di sè, fatto di malinconia  e insicurezze, soprattutto quando era più giovane

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Paola Perego si è raccontata in una lunga intervista a “Oggi”, raccontando della sua giovinezza, di quel periodo in cui faceva fatica ad accettarsi e a piacersi. Ora, la conduttrice è pronta per tornare in tv con tre programmi: “Così vicini così lontani”, “Domenica In”, “Il dono”.

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“Non sono mai stata una donna che si guarda allo specchio e si compiace. Da giovane ero feroce con me stessa, ora mi piaccio, mi accetto e mi interessa quello che ho dentro più di quello che vedo nello specchio. Ho un lato oscuro che è la malinconia. Ma ho imparato a tenerla a bada e ora apprezzo anche quella, fa parte di me”.

Negli anni però, Paola Perego ha imparato ad amarsi e ad accettare il suo corpo, con i difetti che ogni donna può avere.

“Ma chi ha detto che le donne di spettacolo sono immuni dal tempo, eternamente sorridenti, pettinate e perfette? Io ho le rughe, la cellulite e mi sveglio con gli occhi gonfi, non col rossetto. Vorrei sfatare la credenza che chi fa televisione vive come dentro Beautiful. La tv non è la ricetta della felicità, è solo un bel lavoro”.

Paola Perego ha poi anche parlato della relazione con Lucio Presta:

“Lucio non mi ha mai data per scontata e nemmeno io, credo sia questo il nostro segreto. Però attenzione: siamo una coppia normale, abbiamo avuto alti e bassi, facciamo litigate furibonde e non ci parliamo per giorni. Poi tutto torna come prima. Io e Lucio abbiamo messo insieme una famiglia con quattro figli, due suoi, due miei. Non è stato facile perché ci sono tempi e sensibilità da rispettare ma il risultato è commovente: mia figlia Giulia ha 23 anni come suo figlio Niccolò e sono inseparabili. La prima volta che li ho sentiti dire “mia sorella Giulia” e “mio fratello Niccolò”, sono scoppiata a piangere per l’emozione…Per unire due famiglie serve il rispetto della sensibilità di ciascuno. E poi è stato difficile trovare un punto d’incontro tra due sistemi educativi diversi: magari Lucio permetteva ai suoi figli cose che io non consentivo e viceversa. Abbiamo mediato, riaggiustato le cose piano piano”.