Paola Perego raccomandata dal marito Lucio Presta? “Mai, anzi mi ha limitato”

Intervistata da Il Giornale, Paola Perego ha svelato di non essere mai stata raccomandata dal marito Lucio Presta, semmai limitata

chiudi

Caricamento Player...

Paola Perego è stata intervistata da Il Giornale, al quale ha svelato che il suo matrimonio con Lucio Presta, uno dei più famosi agenti di spettacolo che nella sua scuderia vanta cavalli vincenti come Belen Rodriguez e Paolo Bonolis (solo per citarne alcuni), non l’ha affatto aiutata per la sua carriera. Anzi, il marito l’avrebbe limitata non proponendole neppure quei programmi che sarebbero stati perfetti per lei.

La conduttrice, che tornerà con lo show del sabato pomeriggio su Rai 1 Parliamone Sabato, ha infatti dichiarato a proposito del marito: “Mi ha limitato, semmai. Intanto precisiamo che l’ho conosciuto vent’anni fa, quando non era ancora nessuno. E poi basta scorrere la lista dei suoi successi, per accorgersi che non mi ha infilato mai in nessuna delle sue grandi cose. E’ un professionista talmente serio che, pur di non farsi dire che mi raccomanda, non mi propone nemmeno i programmi che sarebbero perfetti per me. Così passo pure per una scema, che nemmeno sa farsi raccomandare”.

Paola Perego su Lucio Presta: “Nel suo campo è il migliore”

paola perego

Nonostante tutto, Paola ritiene che suo marito sia un professionista serio che non metterà mai in pratica il meccanismo della raccomandazione, tanto meno per lei: “È il migliore. Pensa le cose un quarto d’ora prima degli altri; quel che dice in campo professionale è per me la Bibbia. Ma i casi sono due: o cambio agente, o cambio marito. E siccome nel loro campo sono entrambi il numero uno, me li tengo tutti e due”.

Per i pareri lavorativi, Paola Perego ha invece confessato di aspettare la sera quando il marito è più stanco e disposto a parlare di più: “Con gli altri lui segue la regola aurea mai riprendere un artista mentre è in onda. Mentre con me, regola aurea addio. Una volta entrò durante una pausa pubblicitaria, urlando come un ossesso che non ne avevo imbroccata una”.