Onnipresente sulla nostra tavola, il mais è qualcosa di più di un’apparentemente semplice pannocchia

Il mais è utile per chi studia, per chi deve riprendere peso e in gravidanza.

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Il mais, noto a chi soffre di celiachia perché è un alimento privo di glutine, è altrettanto conosciuto come fonte di acido folico e vitamina B1. E per questo motivo è indicato come alimento amico delle donne in gravidanza.

La quantità di ferro e di altri minerali in esso contenuti, inoltre, lo elegge come integratore naturale per contrastare l’anemia.

Infine, essendo ricco di fibra alimentare, si rivela un alleato per stomaco e intestino, grazie alle sue proprietà lassative.

Le fibre contenute nel mais contribuiscono a mantenere bassi i valori del colesterolo “cattivo” e di glicemia.

E’ particolarmente indicato nei periodi intensivi di studio e di lavoro, perché stimola la memoria, grazie al fosforo di cui è ricco. Ed è consigliato a chi deve riprendere peso, dal momento che contiene anche potassio, grassi e zuccheri.

A chi soffre di insufficiente secrezione urinaria, gli esperti consigliano questo infuso: 30 barbe secche di mais bollite per qualche minuto in mezzo litro d’acqua. Dopo aver lasciato riposare la tisana ottenuta, si può bere. In caso di cistite, vanno aggiunti i rizomi secchi di gramigna. L’erborista di fiducia saprà consigliare al meglio l’utilizzo di questo cereale, simbolo alimentare delle regioni tropicali e temperate del mondo.

Il mais si può definire ubiquitario, perché il suo utilizzo, come pannocchia, come chicchi, come olio e come farina, è largamente diffuso.

E’ addirittura impiegato per la produzione di etanolo. La sua naturale fermentazione costituisce il processo produttivo dei biocarburanti.

Si può dire che il mais sia amico dell’uomo e dell’ambiente. Unico tallone d’Achille, le fumosine: tossine derivanti dai funghi parassiti che, secondo un regolamento della Comunità Europea, devono essere sottoposte a controlli, affinché non superino il limite consentito e dichiarato pericoloso. Il suddetto limite è di 4.000 parti per miliardo di mais (ovviamente solo quello destinato al consumo alimentare).