Omosessualità 2.0.

La storia dei due gemelli americani che hanno dichiarato la loro omosessualità utilizzando youtube ha fatto il giro del mondo. Televisione addio.

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Due giovani ragazzi biondi davanti una webcam e si pensa al solito video, uno dei tanti dei ‘Rhodes Bros’, ovvero Aaron e Austin Rhodes gemelli youtubers già noti nel web. Inaspettatamente il video ha uno scopo preciso, fare outing. All’ascolto c’è loro padre, che dopo una breve pausa risponde affettuosamente e sottolinea che il bene per loro non cambierà. Lacrime, commozione, sei milioni di clic per una dichiarazione di omosessualità.

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Eppure dovremmo esserci abituati. O no ? Cambiano i tempi, cambiano i costumi. E dalla televisione la nuova frontiera della spettacolarizzazione è il web. I numeri parlano chiaro, il video è stato visto, condiviso e diffuso con numeri eclatanti, è stato oggetto di discussione, di confronto come ieri nel salotto di Domenica Live con ospite Vladimir Luxuria e suoi genitori. La stessa ha dichiarato come per loro, in tempi diversi, omosessualità significava restare nascosti, diventare invisibili per evitare violenze, abusi, scherno.

Forse questo video ci indica che l’accettazione della omosessualità forse non è proprio meta raggiunta e che si fa ancora difficoltà ad accettare la diversità nonostante ormai decenni di programmi di sensibilizzazione, mass media, personaggi famosi che hanno fatto coming out. Forse.

Allora dobbiamo chiederci cosa ci sia di reale in queste plateo-dichiarazioni pubbliche, quanto ci sia di calcolato, quanto l’eclatanza dell’immagine o del video sia proporzionale alla crescita di popolarità delle persone che le condividono. Forse c’era davvero qualche reazione calcolata dietro quella dichiarazione. Forse i due ragazzi hanno precedentemente confidato il loro segreto al padre e semplicemente hanno pensato che ripetere la scena davanti una webcam sia un elemento di aiuto per tanti altri ragazzi. Forse. Così come forse non potremo mai sapere la verità.

Apparire in pubblico, se pur dietro una webcam, e dichiarare la propria diversità di direzione sessuale risulta più trasgressivo della tipologia di sessualità scelta. Il tabù dell’omosessualità ha dunque trovato la sua versione 2.0. Dovrebbe essere un problema sociale superato, eppure questo video e la sua ridondanza ci fanno capire quanto per molti e nei punti più remoti e lontani del nostro pianeta questo non sia così.