Alle origini del delitto compiuto nel pomeriggio di ieri a Milano sembrano esserci litigi di vicinato.

“Un banale litigio condominiale,” questo il movente dell’omicidio avvenuto a Milano nel pomeriggio del 1 settembre, in cui ha perso la vita un 34enne. A stabilirne le cause è il procuratore Gianluca Prisco che già messo in stato di fermo Rocco Sallicandro, il 72 incensurato ritrovato in possesso di tre armi da fuoco, unico sospettato dell’omicidio di Francesco Spadone.

La ricostruzione dell’omicidio

Tra i motivi all’origine del delitto di via Ovada 3 sono stati riscontrati problemi di vicinato: Sallicandro sarebbe stato infastidito dai fumi di una grigliata in cortile e non solo, anche il fastidio per l’acqua del vicino che scorreva nelle tubature a orari improbabili.

Stando alle ricostruzioni degli inquirenti nel pomeriggio di ieri Sallicandro si sarebbe lamentato ripetutamente dei fumi della grigliata di pesce che salivano fino al balcone della sua abitazione. Dopo aver minacciato più volte Spadone e gli amici, sarebbe sceso in cortile armato di pistola. Ne è nata una colluttazione tra i due a seguito della quale sono esplosi alcuni colpi, uno dei quali avrebbe colpito al costato il 34enne.

I futili motivi alla base dell’omicidio

La lite tra i due vicini alla base dell’omicidio, tuttavia, non ha origine unicamente dalla grigliata che, stando alla ricostruzione, rappresenterebbe solo il punto di culmine di una serie di eventi. Nel provvedimento di fermo emanato da Prisco si legge nero su bianco che il movente del delitto risale a “futili motivi”, tra i quali spuntano persino le rumorose tubature dell’acqua.

ultimo aggiornamento: 02-09-2021


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