Omicidio Lorys: i parenti di Veronica Panarello venivano pagati per difenderla in tv

La mamma e la sorella di Veronica Panarello prima l’avevano accusata, poi hanno cambiato opinione. “Ci stiamo facendo uno stipendio”, dicono in un’intercettazione.

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“Ci stiamo facendo uno stipendio”. Questa la frase intercettata durante una conversazione tra la madre e la sorella di Veronica Panarello, pubblicata sul settimanale Giallo.

Sembra che le due donne abbiano percepito compensi per intervenire a Mattino 5, Domenica Live, Quarto Grado e Delitti e misteri. Il dubbio comune è che Carmela e Antonella, dapprima colpevoliste nei confronti di Veronica, abbiano proprio cambiato formalmente idea per seguire le direttive di una presenza ben pagata.

Sono passate da “è capace di tutto, anche di uccidere”, a “mia sorella è una bravissima mamma”. E ancora, “Io sono qua per Veronica, per dire che sto con Veronica, io credo nell’innocenza di mia figlia”. Un cambio di rotta che, in effetti, destò stupore e che oggi, forse, vede incardinarsi su una motivazione economica.

A rafforzare questa ipotesi, l’intercettazione di una telefonata con Barbara D’Urso e gli autori di Domenica Live: “Dobbiamo rimanere sul pezzo, perché altrimenti l’opinione pubblica si convince che Veronica è davvero colpevole. Devi dire che l’hai guardata negli occhi”. Questo è un estratto della conversazione tra la conduttrice televisiva e la mamma di Veronica, riportata dal settimanale Giallo. Si tratta certamente di un’estrapolazione rispetto al contesto di un’intera conversazione, quindi bisogna tenerne conto con prudenza. Il caso di Veronica Panarello deve restare concentrato prima di tutto sull’ omicidio del piccolo Lorys Stival e sulla giustizia.

Nel frattempo, l’avvocato del padre di Lorys ha dichiarato: “Davide Stival è scioccato, così si può manipolare la giuria popolare. La cosa che balza agli occhi di chi legge quelle pagine è l’assenza di un cenno di umana e cristiana pietà nei confronti di questo bambino. Di tutto si parla, di Lorys no se non in funzione di un – mi passi il termine – depistaggio rispetto a quello che è lo stato attuale delle indagini”.

Va precisato che non si profila un reato nel percepire denaro in cambio della partecipazione a programmi tv, ma nel caso specifico, queste dichiarazioni sono in grado di influenzare l’esito del processo.

“Sono interviste spesso concordate – ha commentato l’avvocato Scrofani – si dice di dire questo o quello e spesso si fa riferimento alla necessità di mantenere viva la notizia. […] Nello stesso giorno si diceva tutto e il contrario di tutto. […] Non è informazione e basta ma è mirata a spostare in modo forte e radicale quello che è l’accertamento puro su quello che è successo quel giorno. Sono alcune espressioni della famiglia che mettono in atto queste manipolazioni”.